PALERMO – All’Amap si respira aria di tempesta. Palazzo delle Aquile, con l’ultimo bilancio, ha infatti deciso di non ritoccare all’insù, nonostante le richieste, i contratti di servizio delle aziende, tra cui quello della partecipata che si occupa del servizio idrico e che nei mesi scorsi si è fatta carico di 164 dipendenti in più, addetti alle caditoie e provenienti da Amia Essemme.
Una questione annosa, che ha portato al siluramento dell’ex presidente Vincenzo Costantino, ma che sembrava ormai risolta. Il sindaco aveva infatti rassicurato cda e sindacati la copertura finanziaria necessaria a sopportare il peso dei nuovi lavoratori. Ma nel bilancio 2014, approvato giovedì notte da Sala delle Lapidi, per le aziende c’è solo la ricapitalizzazione: 23 milioni di euro in tutto, 18 con mutuo e 5 con fondi comunali. Una scelta obbligata dal recente decreto Renzi, si è difesa la giunta, che comunque garantisce le partecipate. “Mettiamo in sicurezza le aziende fino al prossimo sindaco – ha detto sabato scorso Orlando – abbiamo dato 5 milioni ad Amap che così viene messa in sicurezza, anche per il pagamento degli stipendi ai lavoratori delle caditoie. Ho spiegato al presidente Prestigiacomo perché non ci sono problemi e l’ha capito”. Il Pd aveva anche proposto un emendamento per destinare soldi all’Amap togliendoli a Gesip, ma è stato bocciato e la proposta è stata definita anche “scellerata” dal sindaco.
Tutto risolto? No, perché oggi tornano alla carica Uiltec e Filctem e il consigliere Angelo Figuccia. “Il sindaco ha dimenticato quanto aveva promesso – dicono Uil e Cgil – questo rischia di compromettere l’equilibrio economico della società pregiudicando il pagamento degli stipendi. Rivolgiamo un appello al sindaco e ai consiglieri perché si rimedi riconoscendo le somme dovute”. I sindacati spiegano di non volere una guerra fra poveri, ma all’appello mancano 1,5 milioni l’anno visto che i soldi del mutuo non potranno essere usati per gli stipendi. Un bisogno di denaro certificato, secondo i sindacati, dalla stessa amministrazione che con due assessori aveva preso impegni precisi e tramite gli uffici riconosciuto che servivano più soldi. Storia ben diversa da quella andata di scena col bilancio.
“I conti dell’Amap rischiano di saltare se il sindaco Orlando non interviene rapidamente – dice Angelo Figuccia, consigliere comunale di Forza Italia – il Comune, approfittando anche del decreto “Sbloccaimprese” del Governo nazionale, ha acceso un mutuo per le società partecipate, e all’azienda di via Volturno andranno 4,4 milioni di euro, soldi che dovrebbero servire, come dice chiaramente la legge, per pagare esclusivamente ed entro il termine perentorio di trenta giorni, i creditori e i fornitori, fondi, che invece, l’Amap sarà costretta ad utilizzare per pagare gli stipendi ai 164 addetti alle caditoie, i quali, dopo il cambio di contratto lavorativo dall’ex Amiaessemme all’Amap, fino allo scorso 15 settembre sono stati impegnati prima con le visite mediche e poi con i corsi di formazione, tanto che sono entrati materialmente in servizio soltanto dalla seconda metà del mese di settembre. Ma i 4,4 milioni non sono sufficienti per pagare gli stipendi di questi operai, considerato che l’azienda di via Volturno è costretta a trovare, tra le pieghe del proprio bilancio, un altro milione e mezzo di euro per saldare interamente le loro spettanze, cifra che costringe gli amministratori dell’Amap a fare salti mortali per non fare saltare i conti. Inoltre, i 5 milioni di euro che sono stati stanziati per l’aumento del capitale sociale non saranno utilizzati per investimenti, come sarebbe normale, ma per pagare una parte dei debiti che l’Amap ha con le banche, che ammontano a circa 8 milioni di euro. Insomma, una situazione già abbastanza critica che, con il passare del tempo, rischia seriamente di compromettere i conti aziendali. E’ necessario, quindi, che il Comune intervenga al più presto per evitare il dissesto dell’Amap”. Nessuna replica da parte del presidente Prestigiacomo.

