PALERMO – Il tribunale fallimentare di Palermo, oggi, tornerà a pronunciarsi sul destino dell’Amia, la società partecipata di Palazzo delle Aquile che si occupa dell’igiene ambientale. Ma, secondo alcune voci, è probabile un nuovo rinvio dopo quello del 12 ottobre scorso.
I documenti richiesti sono stati presentati tutti, ma i giudici potrebbero aver bisogno di altro tempo per analizzarli e così decidere sul salvataggio o meno dell’azienda che spera nell’approvazione del concordato preventivo elaborato dal liquidatore. L’unica via d’uscita, ad oggi, per evitare il crac e pagare, anche se solo in parte, i tanti creditori.
Nel caso in cui i giudici dessero il via libera alla proposta elaborata dal Comune, la società tornerebbe alle dirette dipendenze del sindaco Leoluca Orlando, la cui maggioranza ha già stanziato in bilancio nove milioni di euro per mettere una pezza alle perdite mensili e bloccare così i 301 licenziamenti avviati dai commissari ministeriali.
In caso contrario, l’azienda fallirebbe e la città piomberebbe non solo nell’emergenza rifiuti ma anche in quella sociale visto che la società dà lavoro a 2500 persone. Occhi puntati sul tribunale di Palermo, quindi, in attesa di una sentenza che però potrebbe slittare.

