Arancina o arancino? - Live Sicilia

Arancina o arancino?

Cosa c'è in giro.

Tempo d'estate
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PALERMO- Inizia un lungo fine settimana all’insegna della buona tavola e della tradizione. Per gli amanti della buona tavola e per i fan del carboidrato, doppio appuntamento nel catanese per celebrare il grano e i suoi prodotti. E salutare l’estate che va via.

Da oggi sino a domenica 8 settembre prende il via la tradizionale Sagra del Pane, organizzata dell’Associazione Turistica Pro Loco di Ramacca. Degustazione del rinomato pane, cotto nel forno a pietra, condito con sale, olio, acciughe, olive nere ed origano, oppure bruschette e pane fritto. Ramacca è, infatti, la “Capitale del Pane”, nonché “granaio di Roma”. Le principali tradizioni, infatti, sono legati ai culti della fertilità, di cui il grano è simbolo, che affondano le loro radici in riti antichi e ancestrali. Rinomata è la squisitezza del “pane di casa”, alimento basilare delle famiglie contadine, impastato con lievito naturale ed infornato in forni a pietra con riscaldamento a legna.

A Raddusa, invece, si svolgerà la consueta Rievocazione delle antiche fasi della “pisatura” (trebbiatura) del grano. Durante la festa si vive un’atmosfera particolare, i più anziani avranno la sensazione di un salto indietro nel tempo di oltre quarant’anni, i più giovani, invece, assaporeranno una sensazione che altrimenti non avrebbero mai potuto provare. La Festa del Grano, infatti, ha questa caratteristica: ricreare scene di vita agreste dell’entroterra siciliano degli anni Cinquanta. Allora la cultura era saldamente legata alla terra, ai suoi prodotti, e tra questi il grano significava sudore, ma anche pane; lavoro, ma anche gioia.

Da oggi fino a domenica parate con gruppi folk, bande musicali, carretti siciliani e figuranti. Ed ancora spettacoli, ricostruzioni storiche, Museo del Grano, mostra di mineralogia e delle miniere di zolfo, l’Altare di San Giuseppe realizzato dagli abitanti di Raddusa in segno di devozione al loro santo protettore. Cambiamo provincia e alimento. Qui è l’uva e il vino a fare da protagonista.

Siamo a Menfi per godere dell’unicità della vendemmia, gustare i vini ed i cibi della tradizione contadina e rilassarsi con gli ecotour e gli eventi sportivi e d’arte. Questo e tanto altro ancora è il Mandrarossa tour: un viaggio alla scoperta di un ambiente naturale straordinario, ricco di vigne, orti, uliveti, accolti dalla schietta ospitalità delle famiglie della comunità di viticoltori Mandrarossa, che aprono le porte di cascine e masserie di campagna fino a domenica 8 settembre. A Milazzo E20divini, la Sicilia del gusto in mostra. Protagonisti indiscussi di questa kermesse enogastronomico-culturale saranno i genuini prodotti tipici regionali, quali il vino, i formaggi, il miele, i salumi, l’olio, i dolciumi e tante altre tipicità del territorio messinese. A far da cornice all’evento, che si terrà fino all’8 settembre, la suggestiva Cittadella Fortificata di Milazzo.

A Mazzarrone (ct) prende il via il Festival Internazionale dell’Uva da Tavola IGP.  Il comune propone questa tradizionale manifestazione per salutare la fine dell’estate. Si potranno acquistare i cestini di uva, i vini locali, o degustare la mostarda e tutti i dolci tipici preparati con vino cotto. Distribuzione uva da tavola e degustazione di Mustata e Cuddureddi. Folclore, arte e tradizioni, fiera Espositiva, spettacoli, conferenze, percorso eno-gastronomico.

Arancino o arancina? Ad Acicastello, nel catanese, si sa, prevale il maschile. Da oggi sino a domenica torna la Sagra dell’arancino:una perfetta commistione tra gastronomia, musica, folklore e gusto. La sagra dell’arancino è ormai uno degli appuntamenti più attesi nelle agende gastronomiche nazionali. L’intrattenimento durante la Sagra è una delle note più importanti, e involontari dell’associazione culturale “L’Isola che non c’è”, dedicano particolare attenzione agli ospiti, affinché posso essere offerto un servizio sempre nuovo e divertente ai visitatori della sagra. Fino a domenica 8 settembre. Per iniziare la dieta c’è sempre un lunedì.

 


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Commenti

    Suvvia, non coglioniamo. Si chiamano arancine. Perché somigliano per dimensioni alle arance. E poi, foneticamente è stata storpiata in arancini perché molte volte la e finale viene tronca e per chi ascolta sembra quasi una i (arancīnê).

    …. e poi si dice : talè pari n’Arancina chi ‘piari !!!

    Mi avete fatto venir voglia di ARANCINA…me ne vado a calare una!

    P.S. non ci sono dubbi si dice ARANCINA non cazziamo con le cose serie!

    Arancino, maschio, a punta, vigoroso, come l’Etna!

    tanto vigoroso che prima o poi….

    … e chi ci trase l’arancina con l’etna?
    Se si chiama “arancina” un motivo ci sarà. Cioè di somigliare ad una arancia. Basta questo a dimostrare che l’aranciana è palermitana, dove il nome è corretto. In tutte le altre parti del mondo sono al massimo supplì…

    suppli ,cioè supplente di arancinAAAAAAAA

    In realtà in dialetto si dice “arancio” e non “arancia”. Credo che in origine si dicesse arancino e il termine arancina sia la sua forma “italianizzata”.

    Arancina. Palermitana. E basta.

    Uhhhmmm… Ipotesi suggestiva…

    In italiano è ARANCINO, e come tale è stato ufficialmente riconosciuto e inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf)con il nome di arancini di riso(Wikipedia).
    Il nome deriva da arancia, che in sicilianu è aranciu e quindi ARANCINU. anche con la logica si capisce che in sicilia orientale il nome è quello giusto…

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