PALERMO – Arresti di deputati regionali e leader politici di primo piano, indagati eccellenti dell’amministrazione regionale e della giunta. Dopo l’ultimo terremoto in Forza Italia, l’arresto del deputato Riccardo Gallo, che si trova ai domiciliari, nessuno scossone nel centrodestra. La questione non è ‘morale’, ma ‘normale’. E i partiti lavorano per le regionali.
Sicilia, l’arresto e la riunione
I domiciliari per Riccardo Gallo fanno cadere un’altra provincia dallo scacchiere di Forza Italia. La notizia è arrivata, ai vertici del partito, proprio nel giorno in cui il commissario Nino Minardo aveva convocato una riunione a Caltanissetta, altra sede travolta dal terremoto giudiziario che ha portato all’arresto di Michele Mancuso, deputato regionale azzurro.
L’indagine su Gallo aveva segnato il ‘benvenuto’ a Minardo, ma adesso è difficile ripetere il mantra del “siamo in una fase iniziale”, come alcuni mesi fa. Non c’è una sentenza, ma una decisione di un giudice in un’indagine che resta sempre preliminare. E per il partito guidato da Tajani è una grana. Un’ulteriore grana.
Nel vertice di Caltanissetta Minardo era al centro tra tre ‘aree’, quella che fa riferimento al sindaco Walter Tesauro, quella dell’ex ministro Salvatore Cardinale, presente personalmente e la compagine che ruota attorno alla deputata supplente di Mancuso, Rosa Cirrone Cipolla.
Apprezzamenti, li sussurrano alcuni esponenti, per Nino Minardo che ha “iniziato una stagione di incontri territoriali” in un partito “non abituato a discutere”.
Forza Italia sullo scacchiere delle regionali
La questione morale non diventa, a Caltanissetta, un elemento tranciante. All’orizzonte ci sono le elezioni regionali. Caltanissetta e Agrigento preoccupano, perché “bisognerà fare le liste”, ma anche Catania provoca più di un grattacapo, perché c’è una spaccatura politica tra i big e gli equilibri restano precari.
Cardinale, dicevamo, Rudy Maira, tra i presenti e Gianluca Miccichè, ex assessore regionale alla Famiglia, “possibile candidato alle regionali”.
Lo sguardo si sposta ad Agrigento, dove anche Margherita La Rocca Ruvolo, la ribelle azzurra, sceglie la strada del silenzio. Non è indagata, ma per gli inquirenti “condivideva le scelte del partito” con Riccardo Gallo, ma in Forza Italia prevale l’apprezzamento per le sue qualità, tanto che è stata designata come commissario provinciale. Minardo, in alcune province, sta puntando su una sorta di direttorio, un modo per non ‘tagliare teste’ e dare segnali di cambiamento. O perlomeno per evitare la paralisi.
Dc e Lega si ricompattano
L’arresto di Totò Cuffaro, il suo patteggiamento a tre anni e il coinvolgimento di alcuni deputati regionali nelle indagini hanno ridimensionato il partito considerato pietra angolare del governo regionale. Prima la revoca dei due assessori, poi il rimpastino con il ritorno di una esponente in giunta. Dc e Lega adesso si ricompattano per una lista alle regionali.
Sammartino, Lega, è stato interdetto per un’inchiesta a Catania, ha dovuto rinunciare per un anno al ruolo di assessore, adesso sta guidando il ramo dell’Agricoltura. Il processo continua, ma il suo legale di fiducia, Carmelo Peluso, ha rivendicato la correttezza dell’operato del giovane esponente politico, che ha mantenuto sempre rapporti stretti con Forza Italia.
Qualcuno parla di un suo imminente cambio di partito, altri lo accusano di aver portato sulle sue posizioni esponenti azzurri, come Daniela Faraoni, l’ex assessore alla Salute, madre del sindaco di Serradifalco Leonardo Burgio, esponente di rilievo della Lega, o Salvatore Iacolino, ex super manager della sanità regionale che si è dimesso dalla direzione generale del Policlinico di Messina dopo l’inchiesta per concorso esterno. A LiveSicilia, Iacolino spiega di non voler commentare, ma si è detto certo di aver agito correttamente.
A Iacolino, infine, è legato il deputato regionale supplente di Riccardo Gallo, Luigi Salvaggio, che arriverà presto all’Ars.
Gli autonomisti e il ritorno di Castiglione
A giudizio per voto di scambio politico-mafioso, Giuseppe Castiglione, ex componente della commissione regionale Antimafia, è tornato all’Ars dopo l’arresto. Per diverso tempo è stato sostituito da Alessandro Porto. La procura etnea lo accusa per i presunti rapporti con esponenti del clan Ercolano-Santapaola, quando scattarono le manette fu costretto a dimettersi dalla commissione Antimafia.
Fratelli d’Italia e le indagini
“Preferisco non commentare”. Il commissario meloniano Luca Sbardella ha perso il conto degli arresti e delle indagini a carico degli esponenti del centrodestra siciliano. La strada del ‘rigore’ profilata dopo le notizie sulle inchieste a carico del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e dell’assessora Elvira Amata, hanno lasciato spazio all’attesa verso gli esiti processuali.
E qualcuno rilancia Galvagno, che ha scelto il giudizio immediato per peculato, falso e corruzione, sempre a microfoni spenti: “Ma cosa volete? Lo hanno intercettato per anni ed è venuto fuori solo che con l’auto blu gli è stato portato qualche kebab con le patatine mentre lavorava, è il politico più pulito in circolazione”.
Il suo processo potrebbe presto essere trasferito a Catania. Il 2 novembre si terrà la prima udienza dell’altro troncone a carico della sua ex portavoce, Sabrina De Capitani e di altri esponenti del mondo imprenditoriale.
La questione ‘normale’
Gli occhi sono puntati sulla relazione del governatore di Renato Schifani all’Ars della prossima settimana.
“Il presidente – spiega il capogruppo di FdI Giorgio Assenza – relazionerà dando conto degli importanti risultati che abbiamo conseguito, non solo nel settore economico. C’è una Sicilia attrattiva per le imprese, che ha eliminato il precariato e che sta creando opportunità per i giovani”.
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“Questione morale nel centrodestra? Mi sembra – continua Assenza – un po’ esagerata e non rispondente alla realtà, ci sono responsabilità personali che devono essere accertate e verificate”.
E allora non ci sono dubbi, accantonata la questione ‘morale’, resta solo quella ‘normale’. Un lungo elenco di indagati e di arrestati che non scuote il sonno di chi governa.




