PALERMO – “I tesserini dentro tengono il numero legale”. La frase del segretario generale dell’Ars Fabrizio Scimè spezza il silenzio della diretta nell’ultima seduta, infuocata, a Palazzo dei Normanni.
Durante le fasi più concitate dell’articolo 10 del ddl sugli enti locali, l’audio viene disattivato più volte.
Ars, bagarre in Aula
Si sentono i boati dei deputati regionali, quando si va al voto e all’improvviso c’è un colpo di scena: un trappolone di alcuni esponenti della maggioranza ai colleghi accusati di essere “franchi tiratori”. Già tre volte la maggioranza era andata sotto.
Vengono prelevati i tesserini che, automaticamente, certificano le presenze: il voto segreto diventa palese. Ben trentatré contrari, una sola favorevole, Luisa Lantieri di Forza Italia, che presiede la seduta: “Ma solo io l’ho votato verde? Solo io l’ho votato verde! C’è il numero legale”.
A quel punto Scimè spiega il meccanismo e Lantieri annuncia, mentre l’aula esplode: “È stato bocciato, l’articolo 10 è stato bocciato”. Scatta la resa dei conti nella maggioranza e l’opposizione attacca.
“Togli le schede, togli le schede”
L’indicazione arriva poco prima del voto: “Togli le schede, togli le schede”. “Come maggioranza – spiega a LiveSicilia Ignazio Abbate, deputato regionale della Dc – abbiamo deciso di togliere le schede. Una parte della maggioranza non se n’è accorta e hanno votato con l’opposizione”. Abbate, presidente della commissione che aveva lavorato al disegno di legge finito nel mirino dei “franchi tiratori”, parla del ‘trappolone’ che è andato in scena all’Ars.
Visionando il verbale dei voti, Ansa ha letto i nomi degli esponenti di maggioranza che hanno votato contro, confermando la presenza in aula con le schede inserite: Nicola D’Agostino, Margherita La Rocca Ruvolo e Riccardo Gennuso di Forza Italia; Ludovico Balsamo, Giovanni Di Mauro, Giuseppe Lombardo e Santo Orazio Primavera dei Popolari-autonomisti. Ha votato contro anche Gianfranco Miccichè del gruppo Misto.
“Se si va sempre avanti con il voto segreto – chiede Abbate – si farà la stessa fine con il disegno di legge sulla dirigenza? È importante che ci sia un chiarimento e un serrate le fila della maggioranza”.
Assenza (FdI): “Sei deputati erano alla Bit”
Il capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars, Giorgio Assenza, prova a gettare acqua sul fuoco: “Alcuni deputati hanno tirato fuori i cartellini per far venire meno il numero legale e questo articolo è stato bocciato”. Tra le fila dei parlamentari, mancavano molti esponenti del partito di Giorgia Meloni. “Sei deputati – spiega Assenza – erano alla Bit di Milano, il presidente Gaetano Galvagno si trovava a Catania per un funerale, in partenza eravamo con numeri ridotti. Ma l’unità degli intenti, nella maggioranza, come nell’opposizione, non c’è mai stata”.
La Rocca Ruvolo: “Norma fatta con i piedi”
La capigruppo aveva tracciato un percorso, ma Margherita La Rocca Ruvolo, una delle deputate che ha votato contro l’articolo 10, è molto critica: “Non so cosa si siano detti i capigruppo, stiamo andando a tentoni, non c’è logica di partito, di gruppo o di maggioranza. Non c’è direzione d’aula, da due giorni non vediamo il presidente, noi siamo stati un’ora e mezza ad attendere che partisse l’aula. Non ha appartenenza questa cosa, è una questione di rispetto”.
Poi commenta l’accusa di essere una ‘franca tiratrice’. “Se avessi avuto timore – dice La Rocca Ruvolo – avrei tolto il tesserino, questo articolo è una vergogna, un articolo in cui, dal momento in cui andrà in vigore la legge, i comuni dovranno digitalizzare la parte urbanistica dell’ufficio tecnico. Ho fatto fare un preventivo per digitalizzare 500 delibere e ci vogliono 40 mila euro”.
Poi la frecciata ad Abbate, che “parla ora di Pnrr, non venga a raccontarmi cavolate, perché io sono stanca, ci hanno messo di tutto per affossarlo. Non se ne può più di norme fatte con i piedi”
D’Agostino: “Non sono un franco tiratore”
L’esponente di Forza Italia Nicola D’Agostino rivendica di “non essere un franco tiratore”. “Una norma inutile e pleonastica – dice a LiveSicilia – meglio votare contro, che ritirare vigliaccamente il tesserino, neppure fossimo noi l’opposizione! Ignazio Abbate sembra disorientato”.
Cateno De Luca (ScN): “L’aula si è trasformata in un Vietnam”
“La seduta di oggi -commenta Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord – certifica quello che avevo preannunciato, sapendo bene alcuni meccanismi, non nascondo che la rottura con noi ha generato una serie di reazioni, che si stanno palesando. Dico che siamo solo all’inizio. Il buon Schifani non ha più la maggioranza e per come si è incartato non l’avrà se non azzererà la giunta. Da Re sole a Re solo”.
Il sindaco di Taormina rivendica il “peso” politico di Sud chiama Nord, “nell’ambito degli equilibri d’aula non di 3, come numero deputati del gruppo, ma di 33. Da novembre 2024 ho garantito al presidente Schifani l’agibilità d’aula. Non è un caso che da quando ha rotto con me l’Ars si è trasformata in un Vietnam”.
Mpa – Grande Sicilia: “Norma non condivisa”
“Abbiamo votato per come avevamo dichiarato in aula attraverso l’intervento del nostro capogruppo Roberto Di Mauro, contro una norma che non condividevamo. Non c’era copertura finanziaria e non abbiamo avuto i chiarimenti richiesti. In un ddl del Parlamento, non del Governo. Quindi un voto coerente e trasparente, ne’ franco, ne’ tiratore”. Lo dichiarano i parlamentari del Gruppo MPA- Grande Sicilia.
Gennuso (FI): “Il tema resta delicato”
“Credo che sul voto relativo alla norma sulla digitalizzazione degli archivi comunali sia stata costruita una polemica inutile e pretestuosa. Come altri colleghi, anche della maggioranza, ho ritenuto che la disposizione fosse superflua, replicando norme già in vigore. Il mio è stato un voto tecnico, non politico e certamente non contro il governo”. Riccardo Gennuso, deputato regionale di Forza Italia, interviene così sul voto all’Ars e manda un messaggio all’esponente della Dc: “Il collega Abbate, prima di rilasciare frettolose dichiarazioni alla stampa, dovrebbe chiedersi il perché di questo voto contrario”.
“Il tema resta delicato – sottolinea Gennuso – e merita un approfondimento responsabile: la digitalizzazione è un obiettivo condiviso, ma va attuata con strumenti e tempi adeguati per garantire un’applicazione sostenibile. Continueremo il confronto con spirito costruttivo e nel pieno rispetto del ruolo del Parlamento regionale, lavorando per una soluzione davvero utile – conclude – ai Comuni e ai cittadini “.

