PALERMO – Si va da assenze di alcune ore a interi giorni. Secondo l’accusa, tutte ingiustificate. La Procura della Repubblica di Palermo chiede una misura cautelare per 20 indagati, fra messi notificatori del Comune e operai della Reset. Sarebbero degli assenteisti. Le contestazioni di falso e truffa si basano sulle indagini della guardia di finanza.
Il giudice per le indagini preliminari Micaela Raimondo ha completato fra il 10 e il 13 aprile il giro di interrogatori preventivi prima di decidere se accogliere o meno la richiesta dei pubblici ministeri.
Chi sono gli indagati
Gli indagati sono Lorenza Piraino, Filippo Puccio, Marcello Testa, Antonella Cerniglia, Benedetto Crivello, Anna Priolo, Francesco Sampino, Nicoletta De Luca, Fedele Caliri, Giuseppe Merignano, Salvatore Crimi, Giuseppe Pirino, Marcello D’Amico, Orazio Marramaldo, Andrea Lucchese, Salvatore Vaglica, Rita Tranchina, Salvatore Ferrante, Salvatore Pinelli, Maurizio Giannotta.
“Assenteisti”, Rischio sospensione o divieto di dimora
Per i primi sette indagati, tutti messi notificatori del Comune, la Procura chiede la sospensione per un anno dal servizio. Per tutti gli altri, il divieto di dimora in città. Sono operati della Reset, società partecipata dal Comune che si occupa di manutenzioni edili, cura del verde, pulizia spiagge e servizi cimiteriali.
I messi comunali, incaricati di notificare avvisi, atti amministrativi e tributari, avrebbero approfittato del giro esterno di lavoro per sbrigare faccende private. Nel caso degli operai della Partecipata, invece, si sarebbero coperti e aiutati a vicenda timbrando il cartellino anche per gli assenti.
Gli episodi contestati ai presunti assenteisti sarebbero avvenuti fra febbraio e settembre 2024. Il Gip deve valutare se sussiste il rischio di reiterazione del reato che giustifichi l’applicazione della misura cautelare.

