Assessori, nomine ed eventi | Una Regione chiamata Catania - Live Sicilia

Assessori, nomine ed eventi | Una Regione chiamata Catania

Governo, sottogoverno, opere pubbliche ed eventi: con Musumeci la provincia etnea è protagonista.

 

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PALERMO – Si scrive Sicilia e si legge Catania. Da quando Nello Musumeci è presidente della Regione, è cresciuto il numero di uomini del capoluogo e della provincia etnea ai vertici della Regione, delle società partecipate. E non solo. Catania al centro di tutto. Anche se si parla di manifestazioni, opere e attenzioni a quel territorio.

La giunta parla catanese

Su dodici assessorati, provengono dall’Est della Sicilia in sette. Cinque sono catanesi. E se si considera che uno, Alberto Pierobon, è di origini venete, alla Sicilia occidentale ne rimangono quattro. Sono catanesi gli ultimi due arrivi nella giunta di Nello Musumeci: Manlio Messina, assessore al Turismo nominato in quota Fratelli d’Italia e l’assessore alla Famiglia e al Lavoro Antonio Scavone. In quest’ultimo caso non si tratta soltanto di un uomo dalle origini etnee. Scavone, infatti, è da sempre uomo vicino a Raffaele Lombardo, l’ex presidente della Regione di Grammichele, in provincia di Catania, che sembra non essere del tutto ininfluente e neutrale rispetto agli assetti dell’attuale esecutivo.

Fin quando deterrà l’incarico ad interim Musumeci, sarà catanese l’assessore ai Beni Culturali così come Marco Falcone, assessore alle Infrastrutture espressione di Forza Italia. Infine, è sempre d’origini etnee Ruggero Razza, braccio destro di Musumeci, a cui il governatore non a caso ha dato una delle deleghe di primissima importanza: quella alla Salute. Cinque poltrone in giunta ai catanesi, quindi. A fronte dei tre assessorati guidati da palermitani (Gaetano Armao, Roberto Lagalla e Toto Cordaro).

Le nomine nel sottogoverno

Anche molti enti del sottogoverno regionale siciliano sono guidati da uomini che provengono da quell’area. Il discorso vale per le società partecipate più rilevanti. È di Catania Giacomo Gargano presidente dell’Irfis, l’istituto di credito della Regione. Gargano è anche il coordinatore della segreteria tecnica di Musumeci. Non finisce qui. La provenienza etnea accomuna infatti il presidente dell’Ast, l’Azienda siciliana trasporti, Gaetano Tafuri, il presidente di Riscossione Sicilia, Vito Branca, l’amministratore unico di Sicilia digitale, Carmine Canonico, e Roberto Sanfilippo fedelissimo del governatore e presidente del Cefpas, l’ente che si occupa della formazione dei medici e che negli ultimi mesi, diventando oggetto di numerosi interventi, ha assunto importanza crescente.

Anche a capo della burocrazia regionale, in alcuni dipartimenti chiave, ci sono uomini d’origine catanese. È il caso del direttore del dipartimento all’Energia Tuccio D’Urso e del dirigente generale della struttura addetta ai Rifiuti Salvo Cocina. Così è anche per Salvatore Lizzio, capo del dipartimento tecnico regionale, una struttura apparentemente secondaria ma centrale nell’operato del governo Musumeci. Proprio questa struttura infatti sovrintende agli uffici del genio civile provinciale e agli Urega, gli uffici delle gare.

Grandi opere ad oriente

Proprio a proposito di lavori pubblici più volte l’esecutivo regionale ha fatto emergere la sua attenzione per le opere collocate ad oriente della Sicilia. Una prima questione riguarda proprio la strategicità che viene riconosciuta al Cas che gestisce solo infrastrutture orientali. Poi c’è il forte impegno per la Ragusa-Catania e per la Circumetnea.

Eventi e simboli

Nel governo di Nello Musumeci gli aspetti simbolici e formali non sembrano essere di secondo piano. E così sempre parlando di trazione catanese non passa in secondo piano l’uso che il governatore è tornato a fare dell’Ex palazzo Esa di Catania, la sede della Regione nella città dell’elefante. Lunedì l’inquilino di Palazzo d’Orleans firmerà proprio lì l’accordo con il ministro dell’Ambiente Sergio Costa sulla qualità dell’Aria. Ma gli impegni istituzionali all’ombra dell’Etna sono numerosi, si tratti di conferenze stampa o di organizzare la riunione del Comitato di Sorveglianza dei fondi strutturali Po Fesr Sicilia 2014-2020.

Infine, c’è il capitolo eventi. La Coppa d’Assi, il concorso equestre internazionale di salto a ostacoli, dopo 32 edizioni svolte nel campo che si trova all’interno del Parco della Favorita di Palermo e un’edizione a Verona , quest’anno si svolge ad Ambelia, nel comune di Militello val di Catania, il paese di origine del presidente della Regione Nello Musumeci. E proprio parlando d’Ambelia, appare chiaro come il governatore, intenda puntare sulla Tenuta per sviluppare l’asset turistico degli appassionati al cavallo. Quest’operazione potrebbe arrivare a costare fino a 10 milioni, un investimento non indifferente per la tenuta in provincia, manco a dirlo, di Catania.

 

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Commenti

    E basta con catania,vogliamo cambiare pagina

    Incredibile sono costretto a dare ragione a Miccichè per la quale non ho mai avuto stima, a distanza di due anni dalle elezioni i fatti gli danno ragione.
    Non voleva Musumeci perchè aveva previsto tutto questo.

    Considerando che il governo Lombardo è stato penoso, questo quì di Musumeci pessimo, mi raccomando alle prossime elezioni un altro catanese!

    Se la guerra è la prosecuzione della politica con altri mezzi, il governo Musumeci è la prosecuzione del governo Lombardo…….più o meno con le stesse persone.

    Ognuno protegge la propria bottega.O negozio che dir si voglia ormai la “POLITICA” e questa.

    E allora? non capisco davvero tutte queste considerazioni sulla catanesità dell’esecutivo. Cari palermitani vi consiglio di essere meno campanilisti e poi avete dominato per troppo tempo nella vita politica di questa regione, un lungo periodo di riflessione non vi farà poi male. E poi sappiate che il nostro Nello Musumeci garantisce anche voi, potete starne certi.

    Ed intanto con tutti i problemi da risolvere in Sicilia non ultimo il problema dei rifiuti il Presidente Musumeci è a trastullarsi a Verona alla fiera Cavalli tra cavalli, asini, giullari, servi e maggiordomi.
    Povera Sicilia. Peccato che non abbia potuto dare un incarico di migliaia di euro pure stavolta al suo amico fotografo. Vabbè si rifarà alla prossima fiera in Sicilia, sempre pagato con i nostri soldi però.

    E continuateli a votare…..

    Per soli uomini.

    Peccato che l’articolo non abbia approfondito l’aspetto legato al l’imprenditoria……

    Qual è la ripartizione di finanziamenti, autorizzazioni, etc etc divisa tra est ed ovest dell’isola

    Che delusione che sei stato…caro pizzetto….

    musumeci=fallimento

    Avete scoperto l’acqua calda. Che vi aspettavate? Che un catanese si circondasse di palermitani?

    Musumeci, se hai tanto a cuore Catania, perchè non ti impegni a fare demolire le migliaia di inguardabili costruzioni abusive che hanno ridotto questa città e tutti i paesi circostanti in un posto orribile?

    Di certo che per i prossimi 10 anni a Palazzo D’Orleans non si vedranno catanesi né di nascita né di adozione.

    Peggio di crocetta.

    della serie i catanesi non vedono oltre l’etna.

    Ma non era previsto un rimpasto della giunta?

    In verità Roberto sanfilippo è palermitano da generazioni.
    Ma comunque se gli assessori palermitani sono Armao e Cordaro i catanesi vincono facile

    Apprezzo questo giornale lo considero libero e super partes, ma non capisco proprio questa querelle. Credo che non dovrebbe essere importante se gli assessori siano di Palermo, Catania o Oslo., il problema sta nelle loro capacità di fare “Politica” con la P maiscola. Vedo solo tanto piccolo campanilismo che non produce nulla di concreto se non bassi interessi di bottega. Fin qquando penseremo così la Sicilia non si affrancherà mai dal suo stato di sudditanza nei confronti del resto d’Italia.

    Giornalismo di alto profilo!!
    Complimenti

    Vista la censura ripetuta , scrivo solo guardate la puntata di ieri sera di striscia la notizia per meglio capire di Catania e di Ambelia

    ma questo era scontato io l’ho sempre detto subito dopo la sua elezione. la sicilia e’ catania. punto.

    Sarà vero che il presidente si circonda di catanesi; è anche vero che sta trasferendo a Militello cavalli e cavalieri. Per compensare, però, sta mandando in malora il Teatro Massimi Bellini.

    questo o quello uguali sono!!!

    non centra niente catasese, trapanese isola bella o brutta, qui ci vogliono solo persone coscenziose e basta che guardino PRIMA gli interessi della Sicilia Innanzitutto e dopo … e dopo se ne parla,…. qui invece è tutto inversamente opposto, per la Sicilia, bhe’!! dopo se ne parla….

    Hei Musumeci ti abbiamo circondato, esci con le mani in alto e avrai salva la vita………. è questo che intendi per circondato?

    nooooo!!! per carità! non si dicono queste cose!!!

    stavolta la facciamo di semola o di grano duro? pero’ cji soffre di celiaca dobbiamo informarli per l’appunto

    Finta e dribbling, fase di possesso, diagonale difensiva, centrocampo a rombo,sitema 3 6 2 , modulo 4 4 2 ???? dai sono curioso!!!!

    da qualche parte la dovrà fare la Cavalleria Rusticana NO? meglio dal vivo con i cavalli, che te ne sembra?

    Il problema non è se è catanese o ragusano o se scende da Marte, il problema è che è una nullità. Pensare il contrario sarebbe preoccupante.

    pure lui pensa solo a piazzare amici e parenti…ma del catanese

    HAI RAGIONE !!!!!!!IN EFFETTI PER UN CAMBIAMENTO RADICALE SERVE UN BRAVO POLITICO PALERMITANO.UNO ALLA MICCICHE’,ALLA ORLANDO,ALLA CRACOLICI,ALLA LUPO,ALLA CARONIA,ALLA FERRANDELLI,ALLA TRIZZINO,ALLA SAVONA,ALLA ROMANO,ALLA CAMMARATA E MI AZZARDO A DIRE PERSINO ALLA FARAONE,MA SI POTREBBE ANCHE RESUSCITARE SCHIFANI,PERCHE’ NO???PER IL BENE DELLA SICILIA QUESTO ED ALTRO!!!!OVVIAMENTE PER PIETA’ MIO FERMO QUI’.L’UNICO POLITICO PALERMITANO DI LIVELLO STA’ A ROMA,FA’ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E DA ANNI HA PENSATO BENE DI FREQUENTARE POCO LA SUA CITTA’,FORSE NON SI TROVA A PROPRIO AGIO VICINO A QUESTI PERSONAGGI.SECONDO LA SPOCCHIA E LA VULGATA CITTADINA I PALERMITANI ,PIUTTOSTO CHE INTERROGARSI SUL PERCHE’ NON RIESCONO AD ESPRIMERE SOGGETTI POLITICI CAPACI,PRETENDONO CHE GLI ALTRI STIANO BUONI,ZITTI ED OBBEDIENTI,NELLA ATTESA CHE ESSI RISOLVANO LE LORO PATURNIE.

    Alcuni commenti fanno amaramente sorridere.
    Da palermitano credo che Musumeci stia facendo bene per quello che la sua maggioranza gli consente di fare.
    Vi ricordo lo spessore politico e intellettuale che intercorre tra Musumeci e Micchichè, è incommensurabile.
    E poi c’è anche chi “ammuntua” e fa paragoni con Crocetta ma non vi pare di offendere l’intelligenza vostra e di chi vi legge?
    Saluti

    Nomineranno anche là un catanese come sovrintendente probabilmente con meno curriculum di tutti gli altri candidati che hanno partecipato al bando……uno/a che risponde alla politica e non che sappia quello che fa. Non vogliono rilanciare il teatro….vogliono la solita clientele…..Musumeci e gli amici di Fratelli d’Italia. che scempio!

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