“Troppe donne sono costrette a scegliere tra cura e carriera e a vivere nell'incertezza”. Proprio così, oggi come ieri le donne continuano ad avere l'esclusiva della cura dei figli, dei genitori, della casa senza che un governo di qualunque livello dia un qualche contributo, asili nido, assistenza domiciliare, scuola a tempo pieno, permessi retribuiti, scuole aperte anche d'estate, ecc., permettendo loro di lavorare in tranquillità e, volendolo, fare dei figli. Un welfare al femminile? No! È un welfare, per dirla con la Meloni, utile per dare un futuro alla Nazione. Non puoi fare figli e mantenere la famiglia con un solo stipendio di 1200 euro o giù di lì. Infatti nascono sempre meno bambini. Come se si svuotasse anno dopo anno una città come Catania. Dici, passi per il governo che per tradizione è sempre ladro... ma i compagni, i fidanzati, i mariti che fanno? E che fanno? Sperano, almeno così si dice, nei quattrini di un'emergenza all'anno, mentre i migliori dicono di pensare a un nuovo Rinascimento e a Federico II. Stupor Mundi!


Livesicilia si fa più interessante.
Ottima idea questa nuova rubrica, un bel regalo di Livesicilia e del signor Mignosi, per tutti coloro i quali (come me) sono appassionati del genere.
Con stima
Caro Enzo, sono felice per me della tua presenza su queste pagine. Da te, dal tuo conosciuto coraggio (quel tuo libro…), dalla tua prosa di vera qualità mi aspetto una buona compagnia. Mi permetto di passarti un mio pensiero. Tu sai che viviamo ammorbati dal conformismo, dalla disinformazione, talvolta dalla impostura. E prendo spunto da questo tuo brano per segnalarti che un argomento come quello del rapporto tra mafia e politica sia stato sempre, o quasi, annebbiato da quel “come tutti sanno” che spesso deturpa la verità. La redazione potrà darti i miei recapiti sia telefonici che e-mail. Intanto ti lascio un dato che, direttamente, si inserisce nella valutazione del rapporto tra Bagarella e la politica. Nel 1992, per le elezioni comunali di Palermo, si candidò il figlio del commercialista (poi condannato definitivamente) di Riina e, grazie ai voti che chiunque potrebbe immaginare, ottenne 154 preferenze. Inoltre, nella medesima competizione, i quartieri mafiosi di Brancaccio, San Lorenzo e Guadagna, conferirono al sindaco che fu eletto una percentuale che andò dall’80 al 90%. Ciò vuol dire che quel sindaco, ancora sindaco, fu eletto dalla mafia? Ecco, con te so che questo tipo di analisi si può fare. Ti abbraccio e a presto. AS
Complimenti per l’articolo e per il libro pubblicato. Un abbraccio dott. Paolo Caruso
Caro dottore, solo adesso sto leggendo il suo commento. Grazie e un affettuoso saluto