Non guardare in quell’armadio, perché vedresti qualcosa che non ti lascerebbe più dormire per ogni notte che verrà. Ma non è il titolo di un film horror, di quelli che spegni la Tv e, al massimo, provocano qualche ora d’insonnia. Secondo la cronaca fin qui disponibile, stiamo parlando della realtà. Non guardare in quell’armadio, perché troveresti il corpo di un bambino, di un figlio, di un nipote, ucciso da suo padre con un fendente alla gola, prima che lo stesso uomo tentasse di uccidere la madre del piccolo, ormai ex moglie, per fortuna, senza riuscire nella seconda parte di uno scenario d’odio, sangue e di violenza.
La storia è esplosa come una gigantesca deflagrazione a Morazzone, in provincia di Varese, ma la sua eco di sorpassa ogni confine geografico e psicologico dell’immaginabile. Lui si chiama Davide Paitoni (nella foto), 40 anni, secondo le accuse e i riscontri che sono emersi dopo il suo arresto, è il responsabile di un atto scellerato e imperdonabile. E’ stato lui – questa la trama ricostruita dagli inquirenti – a lasciare un biglietto sul corpo straziato di suo figlio Daniele, un bambino di sette anni, sul cadavere chiuso nell’armadio di casa, dopo averlo sgozzato. Una confessione dell’indicibile. Poi, un messaggio vocale a suo padre, il nonno del piccolo e quel passaggio: ho fatto del male a mio figlio, non aprire l’armadio. Paitoni è stato fermato dai carabinieri di Varese dopo un inseguimento movimentato con tentativo di speronamento della macchina dei militari. Aveva con sé il coltello e dosi di cocaina.
E’ una vicenda che sembra ricalcarne altre, ognuna con il suo carico terribile. Un uomo violento – ai domiciliari per accoltellamento – che non accetta la separazione imminente dalla moglie e diventa il protagonista di un dolore atroce inflitto. Uccide il figlio con cui avrebbe avuto il permesso di passare il Capodanno. Con la scusa di doverlo riportare alla mamma – il bambino è già morto – si reca a casa dei suoceri e tenta di assassinare anche lei. Ma la donna riesce a sfuggirgli, ha delle ferite, tuttavia non è in pericolo di vita. A quel punto scatta l’allarme, cominciano le ricerche. Il corpo del piccolo viene rintracciato e Paitoni finisce in manette dopo una fuga vana quanto disperata. Il resto lo dirà la cronaca giudiziaria in calce un tremendo Capodanno.
Padre e figlio sono insieme in una foto di qualche tempo fa che era sepolta negli archivi del web e che sarebbe rimasta invisibile se oggi non fosse un’immagine a corredo di un evento di cronaca nera. Si vede, dunque, un padre che tiene una mano sulla spalla del figlio con una carezza che vorrebbe essere protettiva. E’ lo stesso uomo che ha ucciso il bambino e che ha invitato a non guardare nell’armadio, come se un armadio chiuso bastasse per sigillare il pozzo dell’orrore.

