PALERMO – I giudici del tribunale del Riesame di Palermo hanno accolto in parte il ricorso presentato dalla difesa di Daniele Carta, 25 anni, stabilendo che il giovane non sarebbe stato a capo della banda responsabile delle rapine ai bancomat.
Secondo l’impostazione accusatoria, il gruppo avrebbe utilizzato la cosiddetta “marmotta”, un ordigno artigianale impiegato per far esplodere e sventrare gli sportelli automatici.
Il Riesame ridimensiona le accuse
Il Riesame, sulla base del ricorso presentato dall’avvocato Michele Di Pasquale, ha riqualificato alcuni dei reati contestati a Carta, che era stato arrestato il 30 maggio con l’accusa di essere il promotore del gruppo criminale.
Nell’ordinanza vengono rivisti anche i ruoli all’interno dell’organizzazione, senza riconoscere al 25enne la posizione apicale.
La banda e le indagini
Nell’ambito della stessa operazione erano stati arrestati anche Camillo Carta, 27 anni, Giuseppe Carta, 55 anni, Vincenzo Castrofilippo, 54 anni, Andrea Grimaudo, 41 anni, mentre per Arturo Spataro, 22 anni, erano stati disposti gli arresti domiciliari.
Tra gli indagati figura anche Placido Barrile, 34 anni, trovato morto il 9 maggio all’interno della sua Smart al Cep, con cinque colpi di pistola esplosi al volto. L’uomo aveva precedenti per furto e droga.
I carabinieri stanno proseguendo le indagini sui rapporti interni al gruppo che, secondo l’accusa, avrebbe colpito tra il 2022 e il 2024 diverse attività tra Palermo e provincia.

