Sgominata banda del buco| In manette pure un metronotte - Live Sicilia

Sgominata banda del buco| In manette pure un metronotte

Operazione della polizia che ha arrestato otto persone, tra cui la guardia di un istituto di vigilanza che forniva ai banditi informazioni per compiere le rapine. I furti venivano pianificate in un autolavaggio vicino alla stazione centrale. - LA FOTOGALLERY DEGLI ARRESTATI

I FURTI COMMESSI TRA IL 2009 E IL 2010
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Banda del buco, gli arrestati

PALERMO – Era una banda con una struttura verticistica, fornita di tutta l’attrezzatura per mettere a segno i colpi in uffici postali, gioiellerie ed attività commerciali, con tanto di sede logistica e complici che fornivano delle vere e proprie soffiate prima di entrare in azione. Tra questi, la guardia giurata Tommaso Cipolla, che avrebbe comunicato alla banda gli orari dei propri colleghi che prestavano servizio presso le attività finite nel mirino. I piani si progettavano invece nell’autolavaggio del quarantenne Salvatore Battaglia, in piazzetta Cairoli, a due passi dalla stazione centrale. Battaglia è considerato il capo della banda.

La “banda del buco” smantellata stanotte dagli uomini della squadra mobile di Palermo era composta in tutto di nove elementi. Insieme a Battaglia e Cipolla, infatti, a finire in manette sono stati Dario Borgia di 35 anni, Rosolino Lo Iacono di 40 anni, Giovanni Burgarello di 45 anni, Giuseppe Giuliano di 24 anni, Natale Caravello di 37 anni, Bruno Forti di 46 anni. E’ sfuggito alla cattura Lorenzo Spataro di 48 anni, che secondo il vicequestore aggiunto Silvia Como, avrebbe le ore contate.

“Le indagini iniziano verso la fine del 2009 e partono da una rapina messa a segno in un ufficio postale. In quel caso la banda sequestrò il personale della succursale. I malviventi – aggiunge – erano provvisti di ricetrasmittenti collegate con la polizia e utilizzavano un sistema di comunicazione protetto”. Ciò nonostante, si sono rivelate fondamentali le intercettazioni audio e video. Quattro, in tutto, gli episodi venuti a galla. Si tratta di tentativi di rapina, andati in fumo, la maggior parte delle volte, per l’arrivo della polizia, tra i quali il colpo pianificato nei confronti della gioielleria “Les Cadeaux”, vicino a piazza Verdi.

L’inchiesta della sezione antirapina è stata coordinata dai magistrati Maurizio Scalia e Fabio Bonaccorso. Il gip Nicola Aiello ha disposto per sei degli indagati la custodia cautelare in carcere e per tre i domiciliari. La tecnica della ‘del buco’, consisteva anzitutto nell’individuare un obiettivo da rapinare attiguo ad un locale accessibile dall’esterno, abbandonato o poco frequentato. Successivamente i nove procedevano, all’interno del locale, in orario notturno o nei pomeriggi dei giorni festivi, approfittando del buio o del silenzio, ad operazioni per forare la parete adiacente a quella dell’obiettivo da rapinare, fino al limite dell’ultimo strato di muratura.

Infine, l’obiettivo era quello di irrompere all’interno della banca, dell’ufficio postale o della gioielleria dopo aver abbattuto l’ultimo strato di muro, impossessandosi del denaro o di altri beni preziosi con minaccia o violenza in danno del personale presente, che spesso veniva segregato in una stanza e legato, proprio come nel caso del primo episodio.


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