PALERMO – Pietro Bartolo sceglie la “Casa Riformista”. Il medico di Lampedusa ed ex europarlamentare dem ha ufficializzato questa mattina l’adesione a Italia Viva. Un ingresso di peso che potrebbe cambiare gli equilibri in Sicilia e che lancia la sfida al governo regionale su emergenze e maltempo.
Il battesimo politico
Nella sala stampa di via Mozart, a Palermo, il vicepresidente di Italia Viva, Davide Faraone, e l’ex rettore di Unipa Fabrizio Micari hanno accolto “in casa” l’ex eurodeputato e cavaliere Pietro Bartolo. Un’adesione che si interpreta come un tassello chiave per un ulteriore consolidamento dell’area riformista.
Perché Italia Viva
Bartolo ha spiegato la sua scelta con parole cariche di pragmatismo, indicando in “Casa Riformista” l’unico progetto capace di coniugare i valori della solidarietà con la necessità di una gestione amministrativa efficiente. “È un progetto che rispecchia i miei valori – ha affermato -. Uno spazio ad oggi capace di fare sintesi per mandare a casa le destre”.
I dossier caldi
Il passaggio dell’ex dem non è stato però l’unico tema al centro dell’incontro. La mattinata è servita anche per tracciare un bilancio sulle emergenze che stanno interessando la Sicilia. I tre esponenti hanno legato il confronto politico alla cronaca più recente, criticando, dal loro punto di vista, la mancanza di una visione strutturale per la prevenzione, l’insufficienza delle risorse stanziate da Roma per i danni causati dal ciclone Harry e commentando il boom immigratorio degli ultimi anni.
Niscemi e il maltempo
L’attenzione è andata subito alla gestione delle vicende di Niscemi. Una questione che definiscono “emblematica per via dei ritardi gestionali e sicuramente lontana dalla sensibilità della premier”. Poi, si è spostata sui pesanti danni causati dal maltempo, per i quali dicono: “Servono risposte urgenti che però non arrivano e le cui responsabilità sono da ricercare nell’inadeguatezza dei governi regionali di destra di Musumeci e di Schifani”.
