PALERMO – “Con telegramma inviato in data 6 febbraio 2014, il Direttivo della camera penale di Palermo ha ufficialmente chiesto alla Presidente della commissione antimafia, Bindi, di essere sentito, nella persone del presidente, in occasione della audizione che la commissione antimafia poi ebbe a tenere a Palermo, in relazione alla problematica inerente le modalità di affidamento della gestione dei beni sequestrati e/o confiscati nell’ambito dei procedimenti di prevenzione”. E’ la replica del segretario della camera penale “G. Bellavista” di Palermo, Luigi Miceli, alle dichiarazioni del deputato Claudio Fava (“Le consulenze al marito della Saguto? Nessuno ce ne parlò”), vicepresidente della commissione Antimafia. “Rispetto a tale specifica richiesta, la Presidente Bindi non ha ritenuto opportuno invitare un rappresentante dei penalisti palermitani che, in quella sede, avrebbe potuto ‘cognita causa’ dare un contributo concreto per una completa e costruttiva ricognizione delle criticità interne al sistema, al di là delle singole eventuali responsabilità di natura penale – prosegue -. Ancora una volta, la politica, attraverso una distorsione della realtà, si è dimostrata sorda alle istanze provenienti dagli operatori del diritto che, quotidianamente, varcano la soglia delle aule del Tribunale, limitandosi ad interloquire esclusivamente all’interno del recinto di palazzo”.
Il segretario della camera penale, Luigi Miceli (nella foto), replica alle dichiarazioni del vicepresidente della commissione Claudio Fava.
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