PALERMO – Le presenze dei deputati nelle sedute di commissione dell’Ars superano di pochissimo il 50 per cento (51 per l’esattezza) e in queste gli interventi dei commissari avvengono col contagocce (solo il 16% prende la parola). Lo attesta uno studio del deputato regionale del M5s Adriano Varrica, che certifica “lo scarso appeal delle sette commissioni legislative permanenti di Palazzo dei Normanni – dice una nota dei pentastellati – per i deputati, che frequentemente nel corso di questa legislatura le hanno disertate”.
I più e i meno presenti nelle commissioni
Secondo lo studio fatto dallo staff del deputato Cinquestelle, che ha spulciato i verbali delle sedute dall’inizio della legislatura in corso fino al 10 febbraio scorso, va alla Lega il primato negativo della frequenza delle commissioni con appena il 18 per cento delle presenze dei suoi deputati, mentre il gradino più alto del podio delle presenze è del Movimento 5 stelle con una percentuale pari al 69 per cento. In mezzo la Dc (63%), Pd (59%), FdI (59%), FI (42%), Scn (38%), e Mpa (34%).
Varrica: “Le commissioni non sono un organismo secondario”
“Le commissioni – commenta Varrica – che dovrebbero essere il cuore pulsante dell’attività legislativa e di controllo, il luogo in cui si approfondiscono e si dibattono i temi e si dovrebbero produrre le modifiche legislative cruciali per la Regione, purtroppo sono vissute dalla maggior parte dei deputati come un organo del tutto secondario, buone solo per qualche audizione territoriale, e con la media di convocazione di una seduta a settimana in oltre tre anni di legislatura. Il tutto è aggravato dal fatto che le norme già di bassa fattura esitate dalle commissioni vengono spesso stravolte in Aula in base agli umori del momento”.
“Purtroppo – continua Varrica – il dato sulle presenze da solo non basta a certificare l’interesse del deputato per le materie trattate in commissione. Frequentemente i deputati si presentano alle sedute solo per firmare e certificare formalmente la propria presenza, anche allo scopo di evitare multe in caso di votazione. Per questo abbiamo deciso di affiancare al dato relativo alla presenza quello relativo all’effettuazione di almeno un intervento da parte del deputato durante le varie sedute di commissione, unico indicatore oggettivo di partecipazione attiva estrapolabile dai resoconti”.
Gli altri dati
E anche su questo versante la situazione è totalmente negativa: la media degli interventi durante le sedute delle commissioni dei parlamentari dell’intera Assemblea è di quasi il 16%, scende al 10% se si considerano solo i deputati di maggioranza. Anche in questo caso il Movimento 5 stelle è il primo gruppo col 27% di sedute nelle quali intervengono suoi deputati, seguito dal Pd col 26%, FdI (15%), Dc (13%), Sud chiama nord (12%), Mpa (11%), Forza Italia (8%). Infine la Lega con il 6%: “In pratica un intervento ogni 20 sedute”.

La proposta M5s, cambiare il regolamento dell’Ars
Per spingere i deputati a una maggiore partecipazione Varrica pensa a una modifica dell’articolo 34 del regolamento dell’Ars, che presenterà in questi giorni, sulla falsariga di quanto avviene a Roma e a Bruxelles, per rispolverare le dirette streaming delle commissioni che il M5s era riuscito a ottenere nelle scorse legislature, “prima di una retromarcia avviata dall’Assemblea – dice – fatta appellandosi a cavilli regolamentari”.
“Attualmente – spiega Varrica – esiste una decurtazione della diaria per la mancata partecipazione del deputato alle sedute in cui si vota, cosa che però avviene in media solo un paio di volte al mese. Si potrebbe introdurre la decurtazione in base alle assenze in tutte le sedute e non solo in quelle in cui si vota, e sarebbe un bel passo avanti. Ritengo comunque che la trasparenza sia l’unico elemento che possa generare un minimo di pressione rispetto a un migliore lavoro in commissione”.
“Si troni allo streaming delle commissioni”
Il deputato M5s poi prosegue: “Il controllo diretto dei cittadini potrebbe essere un forte stimolo per i deputati a frequentare più assiduamente le sedute e a contribuire più attivamente ai lavori. Torniamo alle dirette streaming con gli stessi standard utilizzati per l’Aula e in linea con quanto accade al Parlamento europeo e in quello italiano. Torneremo a chiederlo con forza nei prossimi giorni al presidente dell’Ars Galvagno che recentemente ha respinto la nostra richiesta di diretta delle sedute di commissione appellandosi al regolamento dell’Assemblea che chiederemo di cambiare. Galvagno, del resto, recentemente ha affermato di volerlo modificare in relazione al voto segreto – conclude Varrica -. Noi proporremo ulteriori modifiche tra cui quella di prevedere la diretta delle commissioni”.

