Bonaccini a Palermo: "La sanità in Sicilia sta crollando"

Bonaccini a Palermo: “La sanità in Sicilia sta crollando”

Commenti

    Arrivo’ Mandrake e sentenzio’….ma mi faccia il.piacereeee!!!!!….alla Toto’….

    La sanità pubblica in Sicilia è già roba da Paese dell’Africa centrale subshariana, o poco meglio. Soprattutto in determinate zone. In Sicilia, più che altrove, la salute è un “diritto” solo per chi ha soldi e/o rapporti che gli consentono di usufruire della sanità privata.

    La sanità pubblica in Sicilia è vergognosamente inesistente, quasi dannosa ed è figlia di tutti i governi che si sono succeduti nel tempo! Noi abitiamo in una terra bellissima ma nelle mani sbagliate e non se ne uscirà mai!

    Non amo il PD, non credo di avere nulla in comune con Bonaccin ma con provo tristezza e rammarico di aver lasciato la Romagna dopo cinque anni che mi hanno consentito di toccare con mani quella che è la loro sanità senza contare tutto il resto della vita che li si svolge.
    La differenza cruda:loro spendono in regione per la sanità il 90% delle entrate da noi si spende il 10% delle entrate il resto è da ripartire.
    Chi dici????????????Posti al cimitero esauriti. Quando votate mi raccomando la santuzza dell’onorevole che darà posti di lavoro a pagamento per tremesi ai costri figli

    Bonaçcini pensasse alla sua romagna continuamente sott’acqua. Non si curi della Sicilia già malandata di suo anche grazie al suo “compegno” crocetta.

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Si, lasciamo in pace i morti, i paradossi, le prospettive infernali, stiamo e restiamo nel merito. Io, nel mio piccolo ,visito la storia, quella degli ultimi cinquan'anni nei quali ho vissuto, e cerco di trarre da essa suggerimenti. La domanda che mi faccio è questa: l'evasione fiscale, la corruzione, le tre mafie in Italia, il conflitto di interessi, l'inerzia e l'ianadeguateza della clesse politica, per citare alcune delle tante piaghe di questo paese, sono dovute alla magistratura e alla complessità della gestione dei suoi organi rappresentativi? Dico questo, mi chiedo questo perchè questa riforma sembrerebbe essenziale per rimuovere e risolvere i guai di questo paese e i magistrati sembrano i primi responsabili dei principali problemi.

Si può certamente dissentire dalle posizioni politiche dell’on. La Vardera, ci mancherebbe altro! La pluralità delle idee è il sale della democrazia. Ognuno ha le proprie idee ed ognuno ha maturato le proprie esperienze. E l’esperienza, a chi come me è avanti con l’età, certamente suggerisce che La Vardera è un populista, ma non uno qualunque cui ci siamo abituati a vedere in politica; si tratta, invece, di un soggetto dal grande spessore, di notevole astuzia e di grandi capacità: insomma, un vero e proprio “animale politico”. Ha, di fatto, compreso che si sarebbe potuto ritagliare un “grande spazio” (e così farà) fra i delusi della condotta delle Istituzioni e di potere catturare consenso nel grande bacino degli amareggiati che non vanno più nemmeno a votare. Ciò che si presenta come la condotta opportunista per il consolidamento del consenso, però, se ci interroghiamo, è il frutto del malgoverno di destra e sinistra (più destra che sinistra) che si alternano nei vari governi e che, comunque, rispondono alle consuete vecchie logiche spartitorie che hanno ucciso i siciliani (molto spesso, conniventi). Per farla breve, certamente, non sono un illuso, ma credo di avere il dovere morale di dare fiducia ad un giovane di 32 anni che conduce la sua battaglia (mettendoci la faccia), in generale, con il giusto intendimento di riportare le Istituzioni e la politica al servizio del cittadino e non, come accade al momento, per fini diversi. Sarà vero? Non lo so; anzi, nessuno lo sa. L’unica cosa vera, al momento, è che chi è parlamentare, di destra, di sinistra, o di altri “cespugli”, certamente non è, come dovrebbe essere, al servizio della gente.

Una strada maledetta e senza corsia di emergenza, svincoli ed innesti pericolosissimi, manti stradali inesistenti, velocità di assassini che non hanno la minima comprensione, la politica colpevole che si tiene ancora distante con gravi responsabilità. Gli enti preposti che si arroccano su progetti e progetti.

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