Bonisoli in visita a Palermo | "L'integrazione va governata"

Bonisoli in visita a Palermo | “L’integrazione va governata”

Il ministro dei Beni culturali alla presentazione del progetto di riqualificazione di Palazzo Riso.

La due giorni in Sicilia
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PALERMO – Inizia a Palazzo Riso, sede del Museo d’Arte contemporanea della Sicilia, la visita di due giorni in Sicilia del ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli che, durante la sua permanenza nell’Isola, visiterà Palermo e i luoghi di Manifesta 12, Periferica project a Mazara e Caltanissetta. “La cultura – ha detto nella mattinata Bonisoli – può essere uno strumento di integrazione. Dobbiamo avere l’onesta intellettuale di dire che, finora non sempre è stato così. I processi sono avvenuti troppo in fretta e chi doveva governare l’integrazione ha lasciato che le persone si arrangiassero. Questo non deve più accadere. C’è il tempo, ci sono le risorse, c’è la volontà; si tratta solo di farlo con determinazione. Vogliamo che attraverso la ricchezza della diversità si giunga ad arricchire il tessuto sociale”.

Il ministro è in visita al museo Riso per partecipare alla presentazione del progetto di riqualificazione urbana che interesserà Palazzo Riso. Una prima progettazione già esecutiva vedrà realizzare la scala per il secondo piano progettata dall’ingegnere palermitano Mario Di Paola con le vetrate dell’artista palermitano Michele Canzonieri: un opera dal titolo “la scalinata di Giacobbe”. Una seconda progettazione, per cui sarà bandito un concorsi d’idee europeo, prevede di collegare Piazza Bologni a Piazza Gran Cancelliere. “Il progetto – spiega la direttrice del museo Patrizia Li Vigni – mira a creare una struttura che sia il cuore culturale della città, attraverso l’individuazione di aree ricreative, ma anche diventando un luogo di passaggio tra le piazze”.

Bonisoli così ha avuto modo di lodare l’iniziativa. “L’Italia – ha esordito – non si può permettere di avere un unico centro culturale. L’Italia è multipolare. Se è così, è necessario un minimo di visione su come si muove la rete urbana. Prima c’erano degli spazi pubblici, quelli ad esempio delle chiese, che si opponevano agli spazi privati. Ma questi spazi sono venuti meno causando una debolezza nei tessuti urbani. Attraverso dei percorsi di rigenerazione di nuovi spazi urbani dove le persone si possono incontrare, siano dei luoghi aperti o chiusi, come nel caso del progetto che presentiamo oggi, noi intendiamo mettere una medicina per la cicatrizzazione del tessuto sociale”.

Il ministro dei Beni culturali viene in visita in una città che vive l’anno come capitale della cultura e questo serve a Bonisoli per confermare la volontà di portare avanti questa misura. “Penso – afferma – che la capitale della cultura sia una buona iniziativa e sono felice che Palermo abbia avuto questo riconoscimento. L’iniziativa è importante perché dà la possibilità d’essere visibili, di realizzare alcune iniziative mirate e soprattutto perché consente di creare un percorso che va al di là dell’anno del titolo”.

Infine, Bonisoli sottolinea come la cultura possa essere un volano di crescita. “Il mio ministero – ricorda il componente del governo – è denominato dei beni e delle attività culturali. Spesso questo secondo aspetto viene tralasciato. Invece le attività culturali sono un’opportunità su cui riflettere: parliamo di lavoro. Con la cultura possiamo generare figure professionali. Il riferimento non è solo per gli artisti ma per tutti coloro che compiono delle attività nel mondo che gira attorno alla cultura”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Mariarita Sgarlata, ex assessore regionale ai Beni Culturali e ora consigliere del ministro, l’assessore alla Cultura del Comune di Palermo Andrea Cusumano, il sindaco della città Leoluca Orlando e il vicepresidente dell’Ars Giancarlo Cancelleri.

Cancelleri ringrazia il ministro Bonisoli per l’attenzione che riserva alla Sicilia. “È l’attenzione – ha detto – a una terra che non ha solo un grande patrimonio di beni culturali ma che ha anche tante risorse umane in questo settore. Una regione però che spesso vive una visione provinciale di quello che può riuscire a dare. Chiedo – ha concluso il penta stellato – al ministro di essere una guida autorevole per l’esercito di persone che si batte per la salvaguardia delle cose belle e vuole sconfiggere le brutture che hanno affollato, e spero non affolleranno più, le nostre città”.

Il sindaco Leoluca Orlando ha, invece messo a fuoco il carattere multiculturale di Palermo. “Palazzo Riso è il tempio del tempo e delle identità. – ha detto il sindaco- Questa è una città che ha deciso di non vivere nell’eterno presente e piuttosto ha preferito coltivare il futuro nel rispetto del passato. È questo che fa di Palermo la Capitale mediterranea della cultura. Il progetto realizzato per Palazzo Riso fa sì che questo museo diventi un luogo di attraversamento da Piazza Bologni con Carlo V e piazza del Gran Cancelliere dove c’è la prima moschea di Palermo”.

 

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