Referendum sulla giustizia, scontro Nordio-Conte a Palermo

Referendum sulla giustizia, ‘scontro’ tra Nordio e Conte a Palermo VIDEO

Un sondaggio dice che il 50,7 % dei siciliani voteranno sì, il 49,3 voterà no

PALERMO – Scintille a Villa Igiea tra il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il leader del M5S, Giuseppe Conte, nel cuore del dibattito sulla separazione delle carriere organizzato dalla Fondazione “Lauro Chiazzese”. Un confronto senza sconti nella sala Belmonte.

Nordio: “Basta pregiudizi, il Parlamento è sacro”

Il Guardasigilli ha difeso con forza l’impianto della riforma, respingendo le accuse di voler sottomettere i pubblici ministeri all’esecutivo.

“Definire questa riforma un attacco all’autonomia è quasi blasfemo”, ha incalzato Nordio.

“Dopo quarant’anni di attesa, coroniamo il sogno di un processo veramente accusatorio. Il Parlamento è sovrano e questa è una scelta di civiltà che garantisce la terzietà del giudice senza intaccare l’indipendenza di nessuno”.

Nordio: “Quando avremo vinto apriremo il confronto con i magistrati”

“Quando avremo vinto apriremo un confronto con il mondo dell’avvocatura, i magistrati e il mondo accademico per la fase delle leggi di attuazione”, ha annunciato il ministro Nordio al confronto sul referendum sulla giustizia.

Nordio ha aggiunto che la riforma non impedisce “affatto con la possibilità di ricorrere in Cassazione contro le decisioni disciplinari. In sede di confronto ci sarà ampia possibilità di discussione. Finora – ha aggiunto – non c’è stato perché alla notizia della riforma l’Anm ha risposto con lo sciopero”.

“L’unità delle carriere in magistratura comporta che i pm, al Csm o nei consigli giudiziari, diano i voti ai giudici e questo gli anglosassoni non lo capiscono. Il pm che sta sotto ai giudici topograficamente nelle aule di giustizia quando sta al Csm o a al consiglio giudiziario vota il giudice al quale la mattina, magari, ha fatto istanze. E il cittadino che sa che il giudice terzo viene giudicato dal suo accusatore non sta certo tranquillo”.

“Noi abbiamo elevato l’indipendenza del pm perchè l’attuale articolo 107 della Costituzione prevede che la sua figura sia disciplinata da legge ordinaria. Con la riforma ne abbiamo enfatizzato la autonomia. Ma forse chi è contrario alla riforma non ha letto bene il nostro testo”. 

Conte: “Vogliono politici intoccabili”

Durissima la replica di Giuseppe Conte, che ha parlato di un disegno mirato a scardinare l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.

“Siamo di fronte a un vero e proprio scempio sulla giustizia”, ha dichiarato l’ex premier.

“Vogliono allontanare i PM per buttarli in un limbo controllato dal potere politico. Questa non è una riforma per i cittadini, ma per i colletti bianchi e i politici che vogliono avere le mani libere e non rispondere a nessun contropotere”.

“Non credete alle chiacchiere e alle frottole: avremo una componente togata maggioritaria disarticolata e una componente laica attrezzatissima con un mandato politico per condizionare nomine e trasferimenti. Al pm che indaga sulla Santanché a Milano con questa riforma chi glielo farà fare rovinarsi una carriera per indagare un ministro. È il mondo delle favole”. 

“Se l’obiettivo fosse stata la separazione bastava una norma ordinaria. E invece il governo Meloni ha modificato sette articoli della Costituzione, per costruire due Csm ma una sola Alta corte e soprattutto per disarticolare la magistratura. Questa è una riforma molto sofisticata, c’è quello che è scritto nel testo e poi c’è il non detto, che si alimenta delle dichiarazioni autorevoli del ministro Nordio, della presidente Meloni e di altri”, ha aggiunto Conte.

Conte a Nordio: “State realizzando un disegno di politica criminale”

“State realizzando un disegno di politica criminale fina dall’inizio. Ricordo la legge sui rave party mandata in Gazzetta ufficiale e poi modificata dopo che avete capito gli errori. Da lì è stato tutto un crescendo, decine e decine di inasprimenti di pene, di contro avete eliminato l’abuso d’ufficio e vi siete presi una stangata dall’Unione europea, avete ridimensionato il traffico di influenze illecito. E lei ministro Nordio ha fatto una crociata contro le intercettazioni”.

“Con questa riforma della giustizia la politica vuole mettere lo stivale sopra la magistratura”, ha aggiunto Conte. “Vogliono allontanare i pm per buttarli in un limbo controllato dal potere politico. Questa non è una riforma per i cittadini, ma per i colletti bianchi e i politici che vogliono avere le mani libere e non rispondere a nessun contropotere”.

Giovani giustizia: il sondaggio Ghisleri

A dare una dimensione empirica al dibattito è stata Alessandra Ghisleri. La direttrice di Euromedia Research ha presentato un sondaggio inedito con un focus particolare sulla Sicilia. I dati evidenziano un forte interesse delle nuove generazioni per i temi della legalità, ma anche una marcata sfiducia verso i tempi della giustizia ordinaria, con i giovani siciliani che appaiono divisi e cauti sul merito del quesito referendario.

Il 50,7 % dei siciliani voteranno sì al referendum, il 49,3 voterà no, come si evince dal sondaggio presentato dalla sondaggista Ghisleri nel corso del convegno. Molto basse le previsioni della affluenza che si attesterebbe tra il 31-35%. “I cittadini avvertono questi temi come lontani dalla loro quotidianità”, ha detto Ghisleri.

Lupi: “Centrodestra non reagisca a chi fa falli da espulsione sul referendum”

“Il sale del dibattito politico è difendere con forza le proprie idee ma ha un limite: non può essere la demonizzazione dell’avversario sia che sia per il sì sia che sia per il no. Secondo alcuni se sei una persona per bene voti no se sei un malfattore voti sì. Voti sì o voti no a seconda delle ragioni che ti sei dato e dovremmo fare di tutto per invitare i cittadini a partecipare al referendum”. Così il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi a margine dell’evento.

“Non si tratta di alzare i toni o abbassarli ma di essere appassionati sulle ragioni e non su cose che non esistono – dice Lupi – Al centrodestra dico entriamo nel merito non facciamo falli di reazione se qualcuno ha fatto un fallo da espulsione anche perché nel calcio con un fallo di reazione ti cacciano. E il risultato è che allontaniamo i cittadini dal referendum”.

De Lucia: “Il referendum non c’entra nulla col giusto processo”

“La riforma non c’entra nulla col giusto processo che è previsto dalla Costituzione dal 1999: se un cittadino pensa che il processo, se vince il sì al referendum, sarà diverso, sbaglia. La parità tra le parti esiste da anni. Casomai dovremmo lavorare sulle garanzia, ma la riforma su cui ci dovremo pronunciare riguarda l’ordinamento giudiziario”, ha detto il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia intervenendo all’incontro sul referendum sulla giustizia organizzato dalla Fondazione Lauro Chiazzese.

Provenzano (Pd): “Riforma che indebolisce la magistratura”

“Questa riforma non incide sulla efficienza della giustizia. Lo dicono anche il ministro Nordio e la senatrice Bongiorno. Anzi Bongiorno dice che solo un ignorante può affermare una cosa così. Qui siamo davanti a un potere esecutivo che si sostituisce al legislativo per colpire il potere il giudiziario”, ha detto Giuseppe Provenzano, deputato del Pd intervenendo al convegno.

“Questa è una riforma che divide le magistrature ne indebolisce l’autogoverno e rischia di ridurne l’autonomia – ha proseguito – È evidente in questa campagna in cui la politica pretende di dire alla magistratura anche su quali reati deve indagare”.

Sallusti: “Copia-incolla tra provvedimenti dei pm e gip è un classico”

“Ho raccolto più volte le lamentele degli avvocati sul copia e incolla tra i provvedimenti di pm e gip. È un classico del rapporto tra pubblici ministeri e gip molto più diffuso di quel che si pensa. Si tratta di un cortocircuito che ha avuto origine è in Mani Pulite, dove tutte le inchieste della Procura convergevano davanti allo stesso gip. Il problema è esistito ed esiste”, ha detto il giornalista Alessandro Sallusti intervenendo all’incontro sul referendum.

L’intervento del Presidente Bonsignore

In chiusura, l’avvocato Raffaele Bonsignore ha suggellato l’incontro con un intervento propositivo, ribadendo l’identità e il ruolo della Fondazione: “Il nostro obiettivo è stimolare una riflessione consapevole su temi che cambieranno l’architettura dello Stato. Il confronto civile tra voci così diverse, come quello di oggi a Villa Igiea, è la miglior risposta ai dubbi dell’opinione pubblica”.

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