Aiuti a imprese e famiglie |Gualtieri: "Niente Irap nel 2020"

Aiuti a imprese e famiglie |Gualtieri: “Niente Irap nel 2020”

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Commenti

    Fa parte della schiera degli improvvisatori fuori mestiere…….

    Il prossimo decreto si chiamerà “decreto fallimento” e la faremo finita tutti.

    Intanto ricordiamoci che questo Sig. Ministro è stato tifoso e relatore del M.E.S. nel periodo della sua approvazione. Poi… non vedo (oltre le chiacchiere via stampa e televisione) nessun provvedimento che aiuti le famiglie, a meno che per famiglie lui non intenda solo i diseredati e tutti coloro costretti a vivere e dormire sotto i ponti che in ogni caso vanno aiutati SEMPRE. Il sig. Ministro e tanti suoi collaboratori sono da sempre legati alle varie lobby (Confindustria, Banche, Multinazionali etc.) e ciò lo porta a disconoscere la famiglia dei lavoratori, dei pensionati, delle piccole imprese di artigiani e commercianti. Le famiglie TUTTE stanno soffrendo fisicamente ed economicamente questo periodo di pandemia che non si sa quando finirà. Quindi è necessario che egli intanto incominci a fare provvedimenti che con i fatti (non con la bocca) OBBLIGHINO le banche e le finanziarie a bloccare tutte le scadenze delle rate di mutui prima casa e prestiti in essere, e tutte le procedure di recupero crediti e pignoramenti, per poi procedere automaticamente, una volta ricevuti i finanziamenti a fondo perduto dalla B.C.E., alla loro totale estinzione. Vorrei rammentare anche, che tante aziende e banche, in passato sono state continuamente salvate e rifocillate con finanziamenti fatti dallo stato (con le tasse e le accise pagate dai cittadini) a fondo perduto . Sig. Ministro invece delle solite chiacchiere, si dia una mossa ……in favore dei i cittadini italiani che con gli aumenti dei generi di prima necessità e dei vari prodotti sanitari non riescono più a far quadrare i conti e non possono far fronte agli impegni presi prima dell’avvento del covid 19. Così si possono aiutare le FAMIGLIE e …. non sempre …. i soliti noti!

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Spero che i prossimi mesi siano utilizzati per migliorare le condizioni generali in cui oggi vive Palermo particolarmente per quanto riguarda i servizi igienici,il traffico e il controllo del territorio

a mio modo di vedere, schifani non ha governato male, certo quell'impegno preso nei confronti di cuffato poteva risparmiarselo e non ricordarlo... lagalla è un pessimo sindaco, la città è allo sbando. e non parlo di conti in ordine, quelli sono tecnicismi, parlo di vivibilità e azioni di modernizzazione e miglioramento dello status quo. per non parlare di inerzia, immondizia e questi odiosi scooter elettrici fuorilegge per cui sindaco, questore e prefetto non prendono seri provvedimenti...

Mai visto una diminuzione in bolletta? No infatti , con la globalizzazione e energia elettrica comunque utilizzata o più al mattino o più la sera a seconda del tipo di ora utilizzata non cambia nulla , il numero di ore diurne e data dal sole e non cambia, mi stupisce non ci sia in vigore un ora globale addirittura, ma comunque terrei la stessa ora sempre o al massimo a metà tra le 2 ma comunque per tutto l'anno

Quando gli indicatori non raccontano tutta la qualità. La riflessione di Giorgio Trizzino è importante, ma proprio per questo merita una lettura critica degli strumenti utilizzati. “Zero Sicilia” nella classifica Newsweek non significa automaticamente “zero eccellenze”. La graduatoria attribuisce l’83,5% del punteggio alle raccomandazioni dei professionisti, il 10% ad accreditamenti e certificazioni e il 6,5% ai PROMs (Patient-Reported Outcome Measures), cioè misure standardizzate attraverso cui i pazienti riferiscono direttamente gli esiti delle cure. Un peso dell’83,5% affidato alla reputazione professionale è molto elevato e rende la classifica fortemente sensibile alla notorietà, alla visibilità e alla presenza nei circuiti internazionali. Il rischio è che si misuri prevalentemente chi è più conosciuto, non necessariamente chi cura meglio. Il Programma Nazionale Esiti AGENAS restituisce invece un quadro più articolato. Da esso in cardiologia emergono buoni risultati all’Ingrassia di Palermo, al Sant’Antonio Abate di Erice, al Cannizzaro di Catania, al Civico, a Villa Sofia e al Policlinico Rodolico. In oncologia esistono realtà di rilievo come Humanitas Catania, La Maddalena, il Policlinico Giaccone, il Cannizzaro, Taormina, il Rodolico, il Civico, la Fondazione Giglio e ISMETT. Al Cervello esistono inoltre attività di alto livello nell’Ematologia, nel laboratorio specialistico e nelle malattie rare, e tanti altri esempi si potrebbero aggiungere, sia nel pubblico sia nel privato. Da una figura attenta ed esperta come Giorgio Trizzino ci si aspetterebbe quindi una lettura ancora più critica di classifiche di questo tipo, soprattutto prima di trasformare uno “zero” in un messaggio capace di aumentare ulteriormente la sfiducia dei cittadini nella sanità siciliana. Il dato va discusso, certo, ma insieme ai limiti dello strumento che lo produce. E soprattutto credo che oggi tutte le energie, la competenza e l’autorevolezza di persone come Giorgio Trizzino dovrebbero essere concentrate nell’indicare con chiarezza il problema prioritario da risolvere: le liste d’attesa. È lì che il sistema perde ogni giorno credibilità agli occhi dei cittadini. Le eccellenze esistono, ma perdono gran parte del loro valore se non sono accessibili nei tempi appropriati. La sfida vera dovrebbe essere creare un contagio virtuoso: fare in modo che organizzazione, competenze, tecnologie e buone pratiche delle strutture che funzionano meglio si trasferiscano al resto del sistema. Ridurre realmente le liste d’attesa significherebbe rendere fruibili le eccellenze che già abbiamo, migliorare la qualità reale e percepita della sanità e restituire fiducia ai cittadini. Prima di preoccuparci di quanto siamo visibili nelle classifiche internazionali, concentriamoci tutti su un obiettivo concreto: fare in modo che i siciliani possano accedere alle cure giuste nel momento giusto.

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