PALERMO – Il presidente della commissione Antimafia dell’Ars, Antonello Cracolici, torna a lanciare l’allarme sulla gestione delle carceri. Lo fa a a Palermo, a margine della cerimonia di commemorazione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso con la moglie, Emanuela Setti Carraro, e l’agente di scorta, Domenico Russo, il 3 settembre del 1982.
Cracolici e “l’emergenza carceri”
“Quella delle carceri è oggi una delle emergenze più significative – le parole di Cracolici -. I mafiosi continuano a comandare dalle celle e a disporre di una organizzazione ramificata attraverso i telefonini. La lotta a Cosa nostra va condotta dentro e fuori le carceri”.
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Parole pronunciate a pochi passi dalla lapide che ricorda il sacrificio di Dalla Chiesa, al termine delle commemorazioni di via Isodoro Carini. “Quell’evento segnò la consapevolezza che la lotta alla mafia va condotta su un terreno nazionale con leggi, strumenti e indagini di alta qualità”, ha aggiunto Cracolici.
Cracolici: “Il carcere non può essere un albergo a 5 stelle”
Partendo dalle ultime proteste registrate nelle carceri siciliane, Cracolici ha poi commentato: “Oggi in alcuni penitenziari non ci si può fare la doccia con l’acqua calda, e questo è intollerabile, ma nel frattempo i telefonini viaggiano tranquilli. Sembra quasi che ci sia una sorta di armistizio. Il carcere – ha concluso il presidente dell’Antimafia regionale – non può essere un albergo a cinque stelle, come rischia di tornare ad esserlo”.




