Palermo ricorda Dalla Chiesa, Rita: "Non smette di far male"

Da Palermo a Milano il ricordo di Dalla Chiesa, Rita: “La speranza dei giovani”

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PALERMO – Il ricordo del generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa si è sviluppato quest’anno tra Palermo e Milano. Ricordare il generale e il suo sacrificio fa parte di quella “assunzione di responsabilità” che consiste nel “perpetuare la memoria e dare un senso ad una grande tragedia del passato: è una proiezione verso il futuro, un insegnamento per i giovani”. Con queste parole il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel capoluogo siciliano, ha reso omaggio a Dalla Chiesa, ucciso il 3 settembre del 1982 in via Isidoro Carini.

I killer di Cosa nostra uccisero anche la moglie di Dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro, e l’agente di scorta Domenico Russo. Dopo la cerimonia in via Isidoro Carini, con la deposizione di diverse corone d’alloro davanti alla lapide che ricorda l’agguato, il ricordo di Dalla Chiesa si è spostato in cattedrale, con una messa officiata dall’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice.

Chi c’era in via Carini a ricordare Dalla Chiesa

In via Carini numerose le autorità civili e militari che hanno reso omaggio al prefetto di Palermo. C’erano il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella, il sindaco, Roberto Lagalla, il prefetto Massimo Mariani, il procuratore Maurizio de Lucia, il presidente della commissione Antimafia dell’Ars Antonello Cracolici, la deputata di FdI Carolina Varchi, il capogruppo dei meloniani in commissione nazionale Antimafia, senatore Raoul Russo, e il presidente del consiglio comunale di Palermo Giulio Tantillo.

Schifani: “Dalla Chiesa esempio di fedeltà ai valori dello Stato”

“Carlo Alberto dalla Chiesa rappresenta una testimonianza ancora attuale e concreta di tenacia e spirito di servizio nella lotta alla mafia – ha ricordato Schifani -. La sua fedeltà ai valori dello Stato costituisce un modello che, giorno dopo giorno, deve ispirare chi opera nelle istituzioni”.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il governatore Renato Schifani

Cracolici: “Quel 3 settembre 1982 cambiò la cognizione della mafia”

Cracolici è ritornato con la mente a quel 3 settembre 1982: “Una delle più drammatiche stragi consumate in Italia. Quell’assassinio significò scoprire che la mafia era una minaccia al Paese. Da quel giorno cambiò l’opinione pubblica. Fino ad allora la mafia era vista come un fenomeno totalmente siciliano, sostanzialmente nel disinteresse della politica nazionale”.

Lagalla: “Dalla Chiesa non arretrò davanti ai rischi più grandi”

Per Lagalla Dalla Chiesa “resta, ancora oggi, un archetipo dell’educatore, dell’uomo delle istituzioni e dell’esempio civile”. Il sindaco di Palermo ha poi aggiunto: “Nella storia della nostra Repubblica, per tutta la sua vita, ha dimostrato un attaccamento alle istituzioni così profondo da esporsi ai rischi più grandi, senza mai arretrare”.

Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e il presidente del consiglio comunale Giulio Tantillo

In via Carini non c’erano i figli di Dalla Chiesa. Nando e Rita hanno partecipato a Milano alla commemorazione organizzata dal Comune. Alla cerimonia di deposizione delle corone al monumento al Carabiniere, in centro città, hanno partecipato, tra gli altri, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il sindaco Giuseppe Sala.

Rita Dalla Chiesa: “Alcune cose non smettono di fare male”

Rita Dalla Chiesa ha osservato: “Ci sono delle cose che non finiscono mai di fare male. Si va avanti perché si vedono le persone e i giovani che continuano a crederci e che portano avanti tante battaglie che erano state iniziate nel 1982, quindi la nostra speranza, sono i bambini, sono i giovani”.

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Nando Dalla Chiesa: “Milano ricorda mio padre”

Nando Dalla Chieda ha spiegato che Milano ricorda sempre con affetto il padre. “È una città che lo ricorda molto, che lo ricorda con affetto e che cerca di seguirne gli insegnamenti – ha aggiunto -. Questo lo posso dire per il lavoro fatto in università, c’è una cattedra che è intitolata a lui e a Giovanni Falcone insieme, un punto di riferimento per tutti”. “Nostro padre – hanno infine osservato insieme – ci ha insegnato la libertà, anche per le proprie idee, e il rispetto per le istituzioni”.

Galletta: “Il metodo Dalla Chiesa…”

A ricordare invece come il metodo di lavoro di Dalla Chiesa aveva rivoluzionato già 40 anni fa il modo di fare le indagini è stato il generale dei carabinieri Riccardo Galletta. “Dalla Chiesa è stato l’autore di un metodo operativo innovativo che ha permesso di sconfiggere il terrorismo – ha detto -, nell’Italia settentrionale. Un metodo innovativo anche nella lotta alla criminalità organizzata”.


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