Brucia la spazzatura a Galermo |Ancora cassonetti dati alle fiamme

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Secondo le segnalazioni dei residenti di via Badia, gli incendi della spazzatura sarebbero all’ordine del giorno da un mese, ma nessuno sembra aver trovato altra soluzione.

emergenza rifiuti
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2 min di lettura

Cassonetti in fiamme

CATANIA – Bruciano i cassonetti dei rifiuti a San Giovanni Galermo. L’episodio che, lo scorso 21 febbraio, ha allarmato abitanti e consiglio circoscrizionale, di decine di cassonetti dati alle fiamme in un isolato del quartiere periferico, si è ripetuto. Anzi, pare ripetersi molto frequentemente. Secondo le segnalazioni dei residenti di via Badia, dove si sono verificati gli episodi, gli incendi della spazzatura sarebbero all’ordine del giorno, ma nessuno sembra aver trovato altra soluzione se non rimuovere i cassoni. “Da più di un mese – afferma un abitante – ogni mattina ci ritroviamo questo scempio non appena ci svegliamo. Dopo tante segnalazioni però – aggiunge – nulla è cambiato”.

Per questo chiedono al Comune di trovare una soluzione che possa eliminare questa condizione di pericolo, anche per la salute non limitandosi, come pare suia stato fatto, a non sostituire i cassonetti incendiati. “La spazzatura rimane in strada – aggiunge il residente – perché la gente continua a buttarla, anche se non ci sono i contenitori”.

La richiesta degli abitanti è invece quella di aumentare i controlli, come assicurato dall’amministrazione alla fine dello scorso anno. Era il 22 dicembre quando il sindaco Bianco parlava di “cittadini che non conferiscono i rifiuti in maniera adeguata” aggiungendo che “ci sono tanti non residenti che portano in auto i loro sacchetti di spazzatura e li gettano nei cassonetti di Catania. Per impedire tutto ciò intensificheremo i controlli sul territorio. Abbiamo appena nominato nove nuovi ispettori che andranno a sommarsi ai sette Vigili urbani dedicati a questo servizio. Saranno 16 persone in totale a formare delle apposite squadre che pattuglieranno la città”.

San Giovanni Galermo era una delle zone per le quali il primo cittadino aveva

Spazzatura bruciata

assicurato l’aumento dei controlli, perché zona di confine con molti paesi etnei che hanno introdotto il sistema del porta a porta. Secondo il vice presidente del quartiere, Giuseppe Zingale, alla base degli incendi dei cassonetti vi sarebbe proprio quel fenomeno chiamato “pendolarismo della spazzatura” per cui, i rifiuti non correttamente differenziati – o quelli comunque non raccolti dal Comune di appartenenza vengono caricati sull’auto e gettati nel primo cassonetto disponibile.

“Da tutto l’hinterland etneo- afferma Zingale- visto che a Catania ancora non viene effettuata la raccolta porta a porta, la gente butta nel nostro quartiere il sacchetto dell’immondizia ad ogni ora del giorno e della notte. Gli abitanti della zona – prosegue – si trovano sotto casa, ogni mattina, una discarica a cielo aperto e forse qualcuno, probabilmente stanco di questa situazione, pensa bene di incendiare i contenitori per la spazzatura per risolvere definitivamente la questione”. Una bomba ecologica che rischia di diventare ogni giorno più grossa senza una soluzione definitiva.

 

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