Buda fa pace con il boss: "Manda un bacio a Orazio" - Live Sicilia

Buda fa pace con il boss: “Manda un bacio a Orazio”

Il messaggio inviato al boss al 41 bis Orazio Privitera. Le intercettazioni in carcere.
INCHIESTA SIPARIO
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CATANIA – Ama spostarsi in bicicletta Orazio Buda. Era facile vederlo, almeno prima del lockdown, in via Etnea o nei pressi del bar ‘Opera Prima’ di piazza Umberto, che ieri è stato sequestrato. Sorvegliato speciale fino a qualche anno fa, imputato a piede libero per associazione mafiosa nel processo ‘Prato Verde’ (frutto di un’inchiesta della Dia) per essere un ‘componente’ (fino al 2011) del gruppo di Orazio Privitera, corrente del ‘clan Cappello-Carateddi’.

L’inchiesta ‘Sipario’, condotta dal Gico della Guardia di Finanza, infatti riguarda la sua organicità al clan dal 2012 ad oggi. Il suo nome è finito – diverso tempo fa – agli onori delle cronache anche per la sua ‘presenza’ nel parcheggio della spiaggia Libera numero 1, come dipendente della ditta che su aggiudicazione del comune lo gestiva. Lo scandalo mediatico portava alle dimissioni di Buda.

L’indagato “muovendosi con astuzia” avrebbe “sfruttato la propria aderenza al clan Cappello – argomenta la pm Tiziana Laudani – investendo quanto lucrato in seno al sodalizio in attività commerciali lecite, prudentemente intestate fittiziamente a propri familiari o comunque a persone di fiducia”.  Non a caso Salvuccio Bonaccorsi, figlio dell’ex capo bastone Concetto – oggi collaboratore di giustizia – lo ha definito una macchina “da soldi” nel settore degli investimenti. 

Il rapporto tra Buda e il cugino Orazio Privitera (pilu u russu), ex esponente degli Sciuto Tigna poi transitato nei Carateddi, non è stato sempre idilliaco. Ci sarebbe stata qualche frizione per il mancato ‘versamento’ di una parte delle somme delle attività al boss detenuto al 41bis.

I dissapori però sarebbero stati appianati – come scrive il gip Luigi Barone nell’ordinanza – dopo un messaggio inviato nella primavera del 2018 da Buda al boss attraverso lo zio Giambattista che con la moglie è andato a trovare il nipote in carcere. Per la precisione l’indagato ha mandato “un bacio” a Orazio Privitera. 

Le intercettazioni hanno permesso agli investigatori del Gico di riscontrare l’avvenuta consegna del messaggio. “Io te lo voglio dire perché cioè …me lo ha detto lui (ndr: riferendosi a BUDA Orazio, )- lui ti manda un bacio ….fai tu…ti manda un bacio Io te lo sto dicendo….credimi io ero combattuto….non te lo volevo neanche dire…..lui ti manda un bacio, mi ha detto questo…poi fai tu io nel senso …io la cosa te la sto dicendo…”, ha detto Giambattista a Privitera. E anche la moglie gli ha fatto eco: “Il messaggio te l’ha portato…”.

Privitera non ha nascosto agli zii i motivi di astio con il cugino Orazio (“però soldi di lui non ce n’è…”) ma dall’altra parte ribadiva l’importanza della famiglia ricordando anche che fino a qualche anno prima il figlio di Buda gli scriveva diverse lettere (“tu lo sai, io sono stato sempre per tutta la FAMIGLIA per gli zii, i cugini, per i figli, per i fratelli, sempre! lui non si deve scordare quello che ha fatto fuori….hai capito quello che ti voglio dire io? Si, è mio cugino, tuo nipote, come sono io tuo nipote, però non è che lui si deve scordare le cose, se io ti dico una cosa “sei scemo!” ti porto un esempio.. tu non te lo scordi… quando….Alessio fino a tre anni fa mi scriveva, mi scriveva:” ti mandano un bacio i miei fratelli, mia mamma, mio papà’~.. quando io gli scrivevo, non è che gli dicevo salutami tuo papà…neanche glielo nominavo… Perché non se lo merita, a me i bambini…a me ha scritto… a me fa piacere perché sono i miei cugini, hai capito zia…”) 

Lo zio di Orazio Buda non ha tardato a riportare l’esito del colloquio in carcere all’indagato. “Giambattista riferiva – annota il gip Barone –  che il Privitera pur avendo mostrato un certo risentimento nei suoi confronti aveva ricambiato il bacio” (“..io gli ho detto “Iui ti manda un bacio!!”..e lui ha ricambiato..ha ricambiato…”) . Buda, che ha apprezzato il racconto del messaggero, sarebbe certo però che le tensioni con il cugino sarebbero state risolte molto prima se solo Privitera fosse stato libero. La prigione insomma avrebbe ritardato “la pace”. 


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