Bufera in Confcommercio| Calaciura: "Nulla è cambiato"

Bufera in Confcommercio| Calaciura: “Nulla è cambiato”

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Di Dio: "Accuse ingiuste, ci difenderemo in tutte le sedi. Il nostro nuovo corso dà fastidio, abbiamo rispettato gli statuti".

PALERMO – C’è aria di bufera in Confcommercio. A dare fuoco alle polveri ci ha pensato Maurizio Calaciura, presidente regionale e vice presidente nazionale di Ancra, l’associazione nazionale dei commercianti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, che in una durissima nota va all’attacco di Patrizia Di Dio, presidente palermitana di Confcommercio e responsabile nazionale del settore Moda.

“A motivo di quanto sia accaduto e stia accadendo all’interno della Confederazione Confcommercio Palermo, sento il bisogno di comunicare quanto di più pesante si debba sopportare, a causa di una direzione e di una dirigenza rimasta immutata dopo il caso Helg – dice Calaciura – il cambio di marcia avrebbe dovuto garantire una collocazione territoriale e ambientale quanto mai significativa per l’intera Confederazione, mentre a oggi invece ci si accorge che il vecchio ha soltanto cambiato abito, restando a orchestrare sinfonie ammalianti, lasciando credere nel passaggio di un testimone dal vecchio al nuovo che di certo non verrà mai”.

“Il mio – prosegue Calaciura – non è lo sfogo frustante di un perdente, ma vuole essere il richiamo forte alla lotta, di colui che amando visceralmente Confcommercio Palermo, non ha accettato la manovra a proprio danno, che lo ha artificiosamente escluso da quelle elezioni, a danno, fra l’altro, anche dell’intera categoria. Io stesso mi ritengo vittima inconsapevole di un complotto, in quanto Commissario in carica di Ancra Provinciale Palermo, proprio a ragione della sempre più nota oscillazione del neo presidente di Confcommercio Palermo che nell’adottare il rinnovamento ha determinato e determina lo scollamento, se non addirittura la fuoriuscita, di dirigenti propositivi e professionali che hanno a cuore la crescita della Confederazione, con l’intuitiva conseguenza di vedere sempre più in crescita il numero delle associazioni commissariate, vera opportunità per la gestione delle deleghe, che assicurano i risultati combinati, come per il caso di Ancra, in occasione dell’Assemblea del 15 maggio del 2015 e conseguentemente per quella di Confcommercio Palermo del 3 giugno. Quanto accaduto in quel 15 maggio, non posso che ritenerla una manovra articolata in sede di Direzione e sostenuta dalla Presidenza, che abbia voluto agevolare il gruppo Partinicese, per garantirsi, in senso politico, il necessario sostegno alla candidatura dell’attuale Presidente Confcommercio Palermo. A quale rinnovamento si è convenuto, contravvenendo a ogni regola, e per convenienza di opportunità, di raccordare la gestione amministrativa di detta assemblea per il tramite esclusivo dei propri fiduciari, entrambi impiegati di Confcommercio, contrariamente alle stesse regole della Confederazione, già contestualmente Commissari di altre associazioni aderenti?”.

 

Negli ultimi mesi antecedenti e successivi alle elezioni, sottolinea Calaciura, 22 associazioni, sulle 42 votanti, sono state commissariate. “Un evidente e macroscopico conflitto di interessi – ha rimarcato Calaciura – nella seduta del 15 maggio feci rimostranze sulle irregolarità dell’iscrizione di alcuni soci, i cui pagamenti delle quote non erano presenti nei tabulati ufficiali e che hanno, di fatto, materializzato lo scarto decisivo di due preferenze su 18. I pagamenti sono stati regolarizzati solo successivamente l’Assemblea, modificando ben 8 voti nel corso della stessa. Anche le deleghe sono irregolari, superando il numero di 3 per un solo socio, come previsto dallo Statuto. Una circostanza che mi ha portato a lasciare per protesta l’Assemblea, di cui si è redatto un verbale del quale a oggi non vi è traccia di pubblicità, non avendone ricevute alcuna copia, benché regolarmente e ufficialmente richiesta dal nostro legale”. Calaciura inoltre esprime la propria solidarietà nei confronti di Tiziana Zappulla, presidente vicario di Fipe (“vittima sacrificale anch’essa del realismo presidenziale”, ha osservato). “Sono stati fatti fuori gli scomodi, ma gattopardianamente parlando, nulla è cambiato, anche per le partecipate e controllate di Confcommercio Palermo. In Promo Palermo e nell’Ente Bilaterale troviamo la stessa dirigenza e lo stesso vertice impostati da Helg. Perfino il nostro consorzio fidi Fideo Confcommercio è rimasto immutato nei vertici, nonostante le pesanti condanne emesse nei loro confronti della Banca d’Italia e rese note con atto pubblico a dicembre dello scorso anno. Quanto dobbiamo attendere ancora – si domanda infine Calaciura – per suonare una riscossa chiedendo il vero rinnovamento dentro Confcommercio Palermo, retto da nuove figure dirigenziali e amministrative (a oggi inverosimilmente mai ruotate dopo Helg), prive di cordoni ombelicali con il passato e professionalmente imparziali?”.

LA REPLICA
“Non permetteremo a nessuno di gettare fango illegittimamente, per evidenti personali delusioni, e di dichiarare falsità facilmente confutabili sul nuovo percorso di rinnovamento che Confcommercio Palermo ha intrapreso, improntato all’etica e alla legalità. Chiederemo i danni per queste gravissime affermazioni in tutte le sedi competenti. La rottura con il passato e con la gestione Helg è evidente, la dirigenza ha sempre agito nel rispetto degli statuti e delle regole. E’ evidente che stiamo dando fastidio a qualcuno che è uscito dal sistema. Sono attacchi salutari che dimostrano la grande differenza con il passato”. Così Patrizia Di Dio ha replicato alle accusa di Calaciura a margine del convegno sul Terziario Donna.

 

 

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