PALERMO- Pizzo e danneggiamenti ma anche, e soprattutto, investimenti. C’è tutto il repertorio tipico di Cosa nostra nell’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Con i soldi di clan, nel corso degli anni, sarebbero state avviate o rilevate alcune imprese. I titolari, inizialmente vittime, avrebbero scelto di mettersi in affari con i boss. “Come mi devo comportare”, chiedeva uno di loro al cospetto di un boss. E così contestualmente agli arresti stamani è stato notificato un decreto di sequestro per attività commerciali, imprese e beni immobili. Le indagini ci dicono che da qualche parte sono ancora nascosti i tesori delle famiglie mafiose. I nuovi arrestati parlavano di proprietà da spartire che risalivano alla stagione di Stefano Bontande, il principe di Villagrazia.
Con i soldi di clan, nel corso degli anni, sarebbero state avviate o rilevate alcune imprese.
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