Papa Leone XIV ha deciso di compiere un viaggio pastorale a Lampedusa, esattamente 13 anni dopo la visita di Papa Francesco che rese omaggio alle migliaia e migliaia di vittime delle tragiche traversate che ora riposano in fondo al mare.
Nelle sue parole alle Canarie e a Castel Gandolfo, Leone ha ricordato che la remigrazione di massa, intesa come semplice espulsione indiscriminata, “non sembra la risposta più cristiana” perché rischia di lavarsi le mani di fronte a storie di sofferenza, guerre e violenze.
Ha invitato a trattare ogni migrante per ciò che è, una persona con diritti inalienabili e doveri, esaminando i casi individuali con rispetto. Si tratta di un richiamo prezioso alla tradizione cattolica dell’accoglienza: “Ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25,31-46).
C’è bisogno di una politica seria
Questo insegnamento non contrasta con una politica migratoria seria e responsabile. Anzi, può integrarsi in un approccio equilibrato che coniuga accoglienza e sicurezza, integrazione e salvaguardia della cultura e delle radici cristiane dell’Italia e dell’Europa.
La vera carità non è faciloneria: accoglie chi ha bisogno e fugge da pericoli reali, ma esige anche regole chiare, controllo dei confini e valutazione attenta delle singole posizioni. Imperversano sui social video di comportamenti violenti di immigrati, spesso usati per fomentare paura e odio. Un fenomeno orribile, che rischia di riportarci ai tempi bui del razzismo e della segregazione istituzionalizzata.
La Costituzione italiana afferma con forza che la responsabilità penale è personale. Non si può attribuire a un intero gruppo etnico o nazionale la colpa di reati commessi da singoli individui. Tale perversa logica appartenne al nazifascismo e va decisamente respinta.
Il dovere di sicurezza e legalità
Allo stesso tempo, però, i dati su criminalità, mancata integrazione e tensioni sociali in varie città europee non possono essere ignorati per ragioni ideologiche. Sicurezza e legalità sono doveri verso tutti i cittadini, italiani e immigrati regolari.
Papa Leone indica la strada della persona come centro assoluto di ogni società, la politica deve tradurla in fatti concreti. Vie legali sicure per chi merita protezione, rimpatrio rapido per irregolari e criminali, forte spinta all’integrazione (lingua, lavoro, rispetto delle leggi e dei valori della nostra civiltà), difesa dell’identità cristiana europea senza cedere a forme di ostilità verso il multiculturalismo.
Non si tratta di scegliere tra carità e prudenza, ma di viverle insieme. Solo così l’accoglienza rimane umana senza diventare superficialità e la remigrazione non si trasforma in vendetta o atto razzista, bensì in strumento mirato di giustizia e di ordine.
L’Italia ha la responsabilità di essere terra di misericordia e di regole, mentre il mondo intero dovrebbe ascoltare con animo sincero le parole del Pontefice sulla pace e sulla solidarietà tra gli uomini. Noi stiamo incondizionatamente con Papa Leone, senza rinunciare alla tutela del bene comune.

