PALERMO – “No al dimezzamento del diritto annuale dovuto alle Camere di commercio a carico delle imprese”. Il Coordinamento regionale unitario FP CGIL – CISL FP – UIL FPL delle Camere di Commercio si è riunito nei giorni scorsi a Palermo presso la Camera di Commercio di Palermo con la presenza di Rappresentanze Sindacali Aziendali provenienti da tutte le Province.
Il Coordinamento ha confermato il pieno sostegno alle iniziative assunte dalle Segreterie nazionali di FP CGIL – CISL FP – UIL FPL finalizzate a contrastare la politica del Governo nazionale che, con il decreto legge n 90, pone di fronte ad una crisi irreversibile il sistema camerale italiano portandola a pieno compimento con il disegno di legge di riforma in discussione che svuota di compiti e funzioni gli enti camerali, a partire dal trasferimento della tenuta del registro delle imprese, la cui iscrizione non sarebbe più obbligatoria, al Ministero delle Attività produttive.
“In Sicilia – dichiarano i responsabili di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Enzo Abbinanti, Paolo Montera e Luca Crimi – il dimezzamento dei diritti camerali, imposto dall’art. 28 del decreto Renzi che è in attesa di conversione in legge, pone le Camere di Commercio di fronte alla evidente impossibilità di continuare a garantire la copertura delle uscite in bilancio, soprattutto per quello che riguarda le spese per il personale, con pesanti ricadute su tutti i lavoratori, sia di ruolo che precari, ed anche sui pensionati”.
E gli effetti sul personale potrebbero essere ampi e gravi. Le Camere di Commercio siciliane infatti contano oggi poco più di 500 dipendenti di cui 82 precari e 14 dipendenti delle Aziende speciali operanti solo in alcuni enti per un costo complessivo di 30 milioni a cui si aggiungono altri 24 milioni per pagare le pensioni a 652 dipendenti in quiescenza. Le entrate complessive delle Camere, costituite in gran parte dalla riscossione del diritto annuale, ammontano a circa 64 milioni, ma scenderebbero a circa 30 milioni con il taglio voluto da Renzi rendendo così impossibile la gestione dei bilanci.
“Per questi motivi, FP CGIL – CISL FP – UIL FPL hanno già da tempo avviato – concludono Abbinanti, Montera e Crimi – avvieremo la mobilitazione anche attraverso una petizione per chiedere la soppressione dell’art. 28 del d.l. 90 ed avviare un processo di riforma basato su cinque punti fondamentali: razionalizzazione del sistema, riorganizzazione delle funzioni, reinternalizzazioni, superamento delle aziende speciali, investimento nelle competenze dei lavoratori”.

