Cancellata "l'impronta" della mafia |Rimosso il murale per il boss

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Non è servito alcun provvedimento dell'amministrazione comunale, il proprietario della casa di via delle Lucciole ha rispettato la diffida firmata dal vice sindaco. "Basta infangare il buon nome della nostra città" - tuona Marco Consoli.

CATANIA – Lo sfregio non esiste più. Il monumento al boss Sebastiano Fichera, crivellato l’estate di 7 anni fa all’interno di una vendetta armata dal suo stesso clan, è stato cancellato. Il murale di via delle Lucciole, realizzato all’indomani dell’omicidio del boss di San Giorgio militante nelle file degli Sciuto Tigna, è solo un ricordo. Non è servito un provvedimento dell’amministrazione comunale, il proprietario dell’immobile ha rispettato la diffida firmata dal vice sindaco Marco Consoli e ha rimosso il graffito: una procedura necessaria visto che il muro è di proprietà privata e non pubblica.

“Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale tutta – afferma Consoli –  hanno accolto con favore la decisione presa da parte dei proprietari dell’immobile di via delle Lucciole di rimuovere, a seguito della nostra diffida, il murales della vergogna. Ovviamente la cosa non finisce qui. Quella via e quel quartiere continueranno a essere attenzionate da noi e dall’occhio vigile delle forze di polizia. Non vi saranno più pseudo altarini dove ricordare gente come Fichera, ucciso in quanto affiliato ad una cosca mafiosa”.

L’anniversario di quel delitto finalmente è stato “celebrato” nel modo che “sperava” l’esponente della Giunta Bianco. Qualche giorno di ritardo (l’agguato a Sebastiano Fichera è avvenuto il 26 agosto 2008), ma la sfida lanciata dalla città è stata vinta. E un piccolo “gesto” che però assume un significato importante in una zona dove – come dimostrano i dati snocciolati pochi giorni fa dal Questore Marcello Cardone – la densità delinquenziale è simile a quella di Napoli. Una “prova” che lo Stato è presente e pressante. Un’iniziativa che serve anche a dimostrare vicinanza e supporto alla stragrande maggioranza dei cittadini di San Giorgio che vivono nella piena legalità e con profondo senso civico.

Dopo la cancellazione del murale, l’amministrazione si dedicherà alla riqualificazione e al decoro urbano di quella piazzola che da oggi (in piccolo) diventa simbolo del riscatto della città contro l’omertà e la cultura del crimine diffuso. “Basta – tuona il vicesindaco – infangare il buon nome della nostra città. La nostra comunità ha bisogno di modelli e di esempi di altra natura”.


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