PALERMO – Il responsabile nazionale Organizzazione del Pd, Igor Taruffi, tornerà in Sicilia a fine agosto e sarà quello il momento nel quale si getteranno le basi concrete della pacificazione del partito nell’Isola. L’incontro tra la segretaria Elly Schlein, lo stesso Taruffi e gli eletti dem siciliani ha impresso una svolta verso la ricomposizione delle liti interne ma le modalità del percorso non sono ancora state decise.
Il processo di pacificazione del Pd siciliano
L’appello al “senso di responsabilità” lanciato da Schlein è stato comunque accolto da tutte le anime del partito. Qualche segnale di disgelo c’è già stato tra le colombe dei rispettivi schieramenti. La soluzione per il riassetto organizzativo annunciato, però, non c’è ancora. L’intero processo sarà seguito da vicino dal Nazareno attraverso Taruffi.
Le primarie all’orizzonte
L’imperativo è accelerare sulla ricomposizione, anche perché il partito è atteso dalla sfida fondamentale delle primarie nazionali per la scelta del leader da contrapporre al centrodestra alle prossime elezioni. Schlein, quindi, conta anche sul Pd siciliano per superare Giuseppe Conte nella gara interna al campo progressista.

I quattro scenari per la pace nel Pd siciliano
Quattro gli scenari possibili al momento per giungere alla pax interna. Si tratta di ipotesi che non sono state esplicitate nel corso della riunione con Schlein ma sulle quale si è iniziato a ragionare già dall’indomani all’interno delel correnti.
Il direttorio che affianchi Barbagallo
Il primo vede l’attuale segretario, Anthony Barbagallo, affiancato da un direttorio rappresentativo delle varie correnti. Si tratta di una ipotesi che vedrebbe però azzerare l’attuale segreteria, facendo partire la conseguente girandola dei nomi che andrebbero a fare parte del nuovo organismo.
Per Energia popolare, area che fa riferimento a Stefano Bonaccini, potrebbero entrare l’attuale capogruppo all’Ars Michele Catanzaro e la segretaria provinciale di Palermo Teresa Piccione. Tra i nomi papabili anche quelli dei deputati regionali Fabio Venezia ed Ersilia Saverino. Area Orfini potrebbe fornire il nominativo di Antonio Rubino, mentre tra i cuperliani si fanno i nomi di Massimo Ingiaimo e della vice segretaria regionale dem Valentina Chinnici. Dario Safina e Cleo Li Calzi, invece, i possibili nomi in rappresentanza della corrente vicina al responsabile Esteri Peppe Provenzano. Barbagallo potrebbe contare invece sul deputato ragusano Nello Dipasquale, mentre il responsabile organizzazione del Pd siciliano Sergio Lima sarebbe l’uomo scelto direttamente da Schlein per il nascente organismo.

Gli scenari senza Barbagallo
La seconda ipotesi, che appare comunque di difficile realizzazione, prevede il commissariamento di Barbagallo con una sorta di direttorio chiamato a gestire il partito. Una strada che piacerebbe all’ala più oltranzista dei contrari alla linea del segretario ma che al momento appare quasi impossibile da percorrere, perché il Nazareno non intende fare a meno del plenipotenziario di AreaDem in Sicilia.
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Il terzo scenario vede l’arrivo da Roma di un esponente nazionale di alto profilo, che planerebbe in Sicilia per pacificare le varie anime del partito. Anche in questo caso, però, l’opzione prevederebbe una sorta di commissariamento di Barbagallo e per gli stessi motivi di prima appare di difficile realizzazione.
L’idea del congresso-lampo
L’ultima possibilità è l’arrivo di un commissario per la celebrazione di un congresso-lampo ai primi di novembre per giungere ad un rilancio del partito. L’ipotesi si scontra però con la marcia spedita del campo progressista verso le primarie. Nessuno, del resto, sa come potrebbe evolvere il quadro politico nazionale e regionale e in casa Pd sembra prevalere la prudenza. Schlein non vuole correre il rischio di rimanere invischiata in dinamiche congressuali mentre in casa M5s ci si prepara alle primarie.




