CAPACI (PALERMO) – Un incendio è divampato la notte scorsa a Capaci: le fiamme hanno danneggiato una stazione di servizio Eni della ditta di Cosimo Giuliano
Nei mesi scorsi con un’auto era stata sfondata la vetrina del bar dello stesso impianto.
Secondo le prime informazioni raccolte, sono state gravemente danneggiate due colonnine per l’erogazione del Gpl ed è stato distrutto un veicolo che si trovava nell’area autolavaggio.
Intervenuti i vigili del fuoco
Sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Carini, il distaccamento nord 1 dei vigili del fuoco di San Lorenzo e il nucleo Nbcr, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area. Presenti anche i carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Secondo le prime indagini il rogo sarebbe doloso e si inserirebbe nella lunga serie di intimidazioni che hanno colpito diverse attività da Tommaso Natale fino a Carini.
Giambona: “Episodio estremamente grave”
“Quanto accaduto nella notte a Capaci è un episodio di estrema gravità che impone la massima attenzione da parte delle istituzioni. Il danneggiamento delle colonnine GPL di una stazione di servizio e l’incendio che ha distrutto un’autovettura all’interno dell’area rappresentano fatti allarmanti che, per le modalità con cui si sono verificati e per i rischi che avrebbero potuto determinare, non possono essere liquidati come semplici atti vandalici”. Lo dice il vicepresidente del gruppo Pd all’Ars, Mario Giambona.
“Occorre mantenere altissima la soglia di attenzione – continua -. Nessun territorio può essere lasciato solo di fronte a segnali che rischiano di compromettere la serenità delle comunità e la libertà di impresa. Chi investe, lavora e produce ricchezza nel rispetto delle regole deve sapere di poter contare sulla presenza dello Stato e sulla vicinanza delle istituzioni”.

