Il vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista, Davide Faraone, insieme al gruppo del partito, rivendica la campagna di affissione delle cartoline antimafia comparse nei giorni scorsi in diversi quartieri di Palermo. L’annuncio è arrivato attraverso un post pubblicato sui social, nel quale il parlamentare spiega le ragioni dell’iniziativa contro il racket delle estorsioni e la criminalità organizzata.
Cartoline antimafia a Palermo, com’è nata l’idea
Faraone ha raccontato come è nata la campagna, spiegando che il gruppo era solito ritrovarsi in una pizzeria di Tommaso Natale, già finita nel mirino della criminalità. “Per giorni vi siete chiesti chi avesse invitato i giovani dello Zen a ribellarsi alla mafia – ha esordito – Chi avesse scritto e affisso quelle cartoline per sfidare i mafiosi scarcerati nei quartieri dove sono sempre stati abituati a spadroneggiare. La risposta è semplice: siamo stati noi. Ogni sera ci davamo appuntamento da Ulisse, la pizzeria di Tommaso Natale che nei mesi scorsi ha subito intimidazioni mafiose. Mangiavamo una pizza e poi uscivamo con le nostre cartoline adesive”.

“I mafiosi devono stare al loro posto”
L’iniziativa ha interessato diversi quartieri del capoluogo siciliano, tra cui San Lorenzo-Resuttana, Uditore-Passo di Rigano, Acquasanta, Tommaso Natale-Sferracavallo e lo Zen. Secondo Faraone, il significato della campagna va oltre il semplice gesto simbolico. “Strada dopo strada, palo dopo palo, muro dopo muro. Non è stata una provocazione – ha spiegato – È stato un messaggio. Ai boss, ma soprattutto ai cittadini. Per dire che i quartieri non appartengono ai mafiosi. Appartengono a chi li vive, li ama e non ha più intenzione di abbassare lo sguardo. Abbiamo vissuto gli anni in cui hanno occupato i nostri quartieri, non torneranno più. Adesso devono stare al loro posto”.
In programma altre iniziative
Il vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista ha definito l’esperienza particolarmente significativa, sottolineando l’importanza della sensibilizzazione nella lotta alla mafia che “non si combatte soltanto nei tribunali o nelle caserme. Si combatte anche nello spazio pubblico, nelle parole, nei simboli, nella capacità di rompere l’indifferenza”. Faraone ha quindi annunciato l’intenzione di proseguire con iniziative analoghe.
“Se una cartolina, un adesivo o un manifesto riescono a suscitare curiosità, a far discutere, a strappare una riflessione a un ragazzo o un sorriso di incoraggiamento a un commerciante, allora hanno già raggiunto il loro obiettivo – ha affermato – Loro sparano con i kalashnikov per fare paura. Noi affiggiamo cartoline per togliergliela. Per questo non ci fermeremo. Continueremo con altre campagne di sensibilizzazione, con linguaggi nuovi, semplici, capaci di parlare a tutti”.
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La precisazione di ‘Ulisse’
Il commento dei titolari della pizzeria ‘Ulisse’ sui social e inviato alla redazione: “Ci teniamo a precisare che noi non siamo ASSOLUTAMENTE al corrente di queste “iniziative”.., che non ne siamo promotori. Il Sig. Faraone con il suo staff ha cenato 2/3 volte da noi non abbiamo MAI discusso né delle situazioni che stanno attanagliando le attività delle zone limitrofe ne abbiamo mai avuto altri discorsi. È sempre stato un rapporto cliente/attività. L’iniziativa di cui si sono fatti promotori è SOLO una loro iniziativa, non riconducibile in nessun modo a noi”.
“La cosa più corretta sarebbe stata di parlare di tutte le attività in maniera generale, visto che è un “problema” che coinvolge più attività commerciali. Sono già periodi difficili da affrontare, non vogliamo e non abbiamo bisogno di saltare in prima pagina per attività che non abbiamo autorizzato e di cui non siamo al corrente. Apprezziamo la vicinanza di chi ha voluto farlo in queste settimane, ma la vicinanza si fa di persona e non “sfruttando” una situazione già alquanto delicata di per sé per puri fini personali”.



