Consiglio comunale: si cerca l'accordo per le commissioni

Catania, in consiglio comunale si cerca l’accordo per le commissioni

Viviana Lombardo si dimette, domani giurerà Agata Scalia

CATANIA – Dimessa una consigliera comunale, se ne fa subito un’altra. Viviana Lombardo, eletta in FdI e attualmente in giunta con delega alle Pari opportunità, lascia l’aula di Palazzo degli elefanti per la compagna di partito Agata Scalia. L’unica donna della squadra di Enrico Trantino dà quindi seguito agli accordi stipulati all’interno della propria area di riferimento, quella che fa capo al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno. Una staffetta abbondantemente prevista. E preventivata.

Consiglio comunale: in aula

Resta invariato, dunque, il numero delle presenze al femminile in seno al consiglio comunale, i cui lavori riprenderanno domani mattina. L’ordine del giorno sarà occupato quasi esclusivamente dai protocolli connessi alla surroga del seggio di Lombardo. Scalia infatti dovrà giurare dinanzi ai colleghi, i quali dovranno comunque vigilare e votare sui possibili pregiudizi di incompatibilità o ineleggibilità (che non dovrebbero tuttavia esserci). In altri termini, ma in versione ridotta all’essenziale, si ripeterà quanto avvenuto durante la prima seduta del consiglio inaugurato l’11 agosto scorso.   

Oggi, invece, si riunirà nuovamente la conferenza dei capigruppo. Organismo che in questa fase sta coadiuvando il presidente Sebastiano Anastasi affinché il consiglio possa entrare quanto prima nella piena funzionalità. Da definire ci sono ancora questioni tecniche attinenti gli uffici, il personale e quanti (e in che modalità) assisteranno i gruppi consiliari e le commissioni. A quanto risulta, sarebbe stato già individuato lo schema per la composizione di quest’ultime, che ricalcheranno gli equilibri dell’assemblea plenaria.  

Le opposizioni

Uno dei problemi da superare, però, è connesso all’equa rappresentanza delle opposizioni. La presenza di soli sei consiglieri tra Pd e M5s/Misto pone un ostacolo numerico non da poco. A quanto risulta, per superarlo ci si atterrà al nuovo statuto, che consente a ogni consigliere di essere inserito in quattro commissioni contemporaneamente. 

Secondo un accordo politico di massima, una delle presidenze spetterà alle opposizioni. Che stavolta, però, non si presenteranno in ordine sparso, evitando gli incidenti verificatisi durante il voto per la  vicepresidenza del consiglio comunale. Segnale in tal senso è arrivato da Maurizio Caserta (capogruppo dem) e dai pentastellati Gianina Ciancio e Graziano Bonaccorsi, in piazza assieme nella marcia indetta dal movimento Catania Risorge. 

Alla data di oggi, sul versante della maggioranza di centrodestra, non è stato ancora raggiunto un accordo su tutte le altre presidenze.  


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