Catania, incendio alla "voragine sgomberata" VIDEO

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Commenti

    Qualcuno di questa amministrazione locale legge queste righe?
    Possibile che l’edicola abbandonata venga usata da anni come cesso pubblico in barba a qualsiasi rispetto dell’igiene pur minima?
    Dov’è il legittimo proprietario e qualora non ci fosse perchè non si rimuove immediatamente?
    Perchè nessuno si rende conto del continuo “olezzo” di pipi e feci lungo tutti i portici?
    Perchè non installare le telecamere per riprendere i venditori ambulanti che utilizzano alcuni spazi non recintati per discarica ?
    Ma un minimo di vergogna la provate, in considerazione che tantissimi turisti a piedi percorrono queste poche centinaia di metri per andare alla stazione, tappandosi il naso?
    Ma non vi vergognate neanche un pò???

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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