CATANIA – “Il tema della sicurezza torna ad essere fortemente attuale nelle nostre città e rappresenta oggi una delle principali preoccupazioni dei cittadini”. Così Concetta Raia , già deputato regionale Pd, interviene su un tema al centro delle cronache ogni giorno.
“Nei mesi scorsi ho avuto modo di segnalare con forza quanto stava accadendo a Grammichele, una comunità che era stata, per così dire, “presa d’assalto” da soggetti senza scrupoli, responsabili di furti nelle abitazioni di cittadini onesti. Episodi che hanno generato paura, insicurezza e un forte allarme sociale tra la popolazione”.
“A seguito di queste segnalazioni si è registrata una attenzione immediata da parte delle Istituzioni , dell’Amministrazione comunale, delle Forze dell’Ordine e della Prefettura. Un segnale importante, che dimostra come lo Stato, quando sollecitato, possa e debba essere presente”.
“Tuttavia, nonostante questi interventi, gli atti criminosi sembrano continuare, confermando che il problema non può essere considerato risolto. In questi giorni, purtroppo, anche Caltagirone sta vivendo una situazione analoga: cittadini che si svegliano con la paura di ritrovarsi i ladri in casa, di subire violenze o intimidazioni, con un clima di insicurezza che mina la serenità quotidiana e la fiducia collettiva”.
A Caltagirone “importante azione del sindaco”
“In questo contesto, è giusto e doveroso riconoscere l’azione del Sindaco Fabio Roccuzzo e dell’amministrazione comunale di Caltagirone, che hanno segnalato con determinazione la gravità della situazione, chiedendo un rafforzamento delle forze dell’ordine e, soprattutto, la possibilità di assumere personale comunale a supporto delle attività legate alla sicurezza urbana”.
“È però evidente che il problema non riguarda solo Grammichele e Caltagirone, ma interessa Palagonia, Ramacca, l’intera area del Calatino e, più in generale, ampie zone della provincia di Catania. Siamo di fronte a un fenomeno diffuso, che richiede una risposta strutturale e coordinata”.
Oltre la repressione: una strategia più ampia
“È giusto e necessario un intervento repressivo e una maggiore presenza delle Forze dell’Ordine sul territorio. Senza sicurezza immediata non può esserci tranquillità. Ma, a mio avviso, non basta”.
“Occorre fare ben altro, agendo su più livelli: prevenzione e controllo del territorio, attraverso illuminazione, videosorveglianza, presidio delle aree sensibili e recupero dei luoghi degradati. Rafforzamento delle amministrazioni locali, consentendo ai Comuni di dotarsi di personale e strumenti adeguati per la sicurezza urbana”.
L’importanza di interventi sociali e educativi
“Coinvolgimento delle comunità, favorendo un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, senza lasciare spazio all’autoregolamentazione o alla giustizia fai-da-te. Interventi sociali ed educativi, soprattutto verso i giovani, per contrastare le cause profonde del disagio e della microcriminalità”.
“La sicurezza non può essere affrontata solo come emergenza né delegata esclusivamente alle forze dell’ordine. Serve uno Stato presente, autorevole e vicino ai territori, capace di unire repressione, prevenzione e politiche sociali. Solo così sarà possibile restituire serenità ai cittadini del Calatino e dell’intera provincia di Catania e rafforzare il senso di fiducia nelle Istituzioni”.

