Catania, si insedia il consiglio: la partita su presidente e vice

Catania, si insedia il consiglio: la partita su presidente e vice

L'aula di Palazzo degli elefanti saldamente nelle mani del centrodestra
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CATANIA – Sono stati gli eventi catastrofici delle ultime settimane, a far passare la questione in second’ordine. Ci ha pensato poi l’ufficializzazione dei consiglieri eletti a restituire l’attenzione dovuta al fatto che a Catania sta per insediarsi il consiglio comunale eletto nella due giorni del 28 e 29 maggio scorsi.
Nel mezzo, il passaggio inedito (e quasi grottesco) dei giorni di luglio con l’assise uscente chiamata ad approvare il Documento unico di programmazione: non esattamente una questione di lana caprina bensì un’assunzione di responsabilità in relazione a quelli che saranno i numeri del Bilancio per l’anno in corso affidati, oggi, alla nuova amministrazione di Palazzo degli Elefanti. 

L’insediamento

Venerdì mattina alle 10.30 si insedia, dunque, il Consiglio. I lavori verranno aperti da Daniele Bottino in quanto consigliere anziano: ovvero, il candidato più votato alla tornata di due mesi e mezzo fa. Nel corso della seduta si celebrerà anche il giuramento del sindaco Enrico Trantino (sembra quasi anacronistico parlarne a distanza di tutto questo tempo dal suo insediamento).

Sarà una mattinata di sorrisi. Di volti emozionati e di buoni propositi.
Ma sarà, come da prassi, anche il primo banco di prova nel quale mettere in campo gli accordi di colazione tanto sul fronte della maggioranza quanto su quello dell’opposizione.
Ci sono infatti, sin da subito, da riempire (con il voto dell’aula) le caselle della presidenza e delle due vice presidenze (di cui una e più ambita, vicaria).

La partita su presidenza e vicario

Allo scranno più alto, quello della presidenza, la partita sembra essere già chiusa. Quella poltrona spetta all’Mpa. Nello specifico a Sebastiano Anastasi che, nel corso della consiliatura passata, subentrò ad un altro autonomista Giuseppe Castiglione eletto in corso d’opera all’Ars.
Il nome di Anastasi non pare essere minimamente in discussione e l’accordo tra i partiti del centrodestra, in quella che in assise resta una maggioranza dai numeri bulgari con 30 seggi su 36, è stato rinsaldato in questi ultimi giorni.

Capitolo non tanto a parte è la corsa alla vice presidenza vicaria.
Il pallino, in questo caso, è nelle mani di Forza Italia: i bene informati della politica danno due nomi su tutti in pole. Uno sarebbe quello di Piermaria Capuana. L’altro di Riccardo Pellegrino. Non sarà una scelta a testa o croce ed in queste ore le diplomazie degli azzurri sono al lavoro per trovare la quadra e dirimere sul nascere ogni possibile contesa. 

Vice presidenza e minoranze

Sull’altra vice presidenza, la questione è ben più articolata. Garbo istituzionale vuole che uno dei due posti venga riservato alle minoranze. In questo caso, dopo la notizia riportatavi ieri a proposito della scelta di Maurizio Caserta, va detto che il fronte dell’opposizione rappresenta inevitabilmente due anime: quella del Pd e del M5S.
Per i Dem i nomi che circolano sono quelli di Gerri Barbagallo e Damien Bonaccorsi. Quello di Gianina Ciancio tra i pentastellati.

Nel frattempo, tra le Municipalità si vanno insediando i Consigli di quartiere con un’altra partita nella partita legata alle rispettive vice presidenze.
Ma questa è un’altra storia. O, forse, decisamente no.


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