CATANIA – “Il provvedimento di fermo della Sea Watch 5 è stato revocato. Ieri il tribunale di Catania ha deciso di sospendere il provvedimento di fermo di 15 giorni e la relativa multa. Presto torneremo nel Mediterraneo centrale”. Lo scrive la Ong sui propri canali social.
Il provvedimento di fermo era stato emesso dopo un’operazione di salvataggio di 18 persone, compresi due bambini. Il salvataggio risale allo scorso 25 gennaio, con l’assegnazione di Catania come porto sicuro.
L’intervento spiega la ong, era avvenuto in acque internazionali, nella zona Sar libica, e la sanzione sarebbe stata disposta dalle autorità italiane perché non avrebbe comunicato alle autorità libiche le posizioni di soccorso. Una scelta adottata dalla Sea Watch 5, spiega la ong, per “le continue violazioni dei diritti umani”.
L’udienza di merito sarà a marzo
Il provvedimento è cautelare ed è stato emesso nell’attesa del giudizio di merito con udienza fissata per il prossimo 2 marzo davanti la prima sezione civile del Tribunale di Catania.
“Rilevato che dal tenore complessivo delle allegazioni emergono i presupposti per la sospensione ‘inaudita altera parte’ – scrive il giudice Mariaconcetta Gennaro nel decreto di fissazione dell’udienza – in quanto, pur essendo decorso il termine di fermo amministrativo, si rinviene un pregiudizio nel possibile aggravamento della risposta sanzionatoria a fronte di eventuali reiterazioni della violazione”.
Viene “sospesa l’efficacia esecutiva del fermo”
Per questo motivo, il Tribunale “sospende l’efficacia esecutiva dell’ordinanza emessa dal prefetto di Catania” e “fissa, per la trattazione dell’istanza cautelare nel contraddittorio delle parti, l’udienza del 2 marzo 2026 alle 13.30”.
Salvini sul risarcimento di Palermo alla Sea Watch: “Pregiudizio politico”
“Mi sembra che ci sia da parte di alcuni giudici un pregiudizio politico che si trasforma in un’azione contro l’Itala e gli italiani. In Usa, Cina o Canada se una nave italiana avesse speronato una nave cinese, american o canadese che fine avrebbe fatto? Mi pare che questi giudici non facciano il bene dell’Italia. Chi vota sì sceglie di togliere la politica dai tribunali, il potere di nomina alle correnti che sono per la maggior parte di sinistra così da privilegiare il merito”.
Lo afferma il vicepremier e leader della Lega a Matteo Salvini, ospite di Mattino Cinque, commentando il risarcimento che lo Stato deve alla Sea Watch il cui capitano era Carola Rackete.
Il vicepremier: “Rackete poi fu eletta con la sinistra”
Salvini poi ha ricostruito il caso della sentenza del Tribunale di Palermo: “Anni fa navi tedesche, francesi, spagnole volevano portare i clandestini tutti in Italia, io da ministro dissi di no. Rackete, che poi fu eletta con la sinistra perchè evidentemente se ti comporti in un certo modo per la sinistra devi andar in Parlamento, speronò una nave con i militari italiani, il tribunale archiviò e ora lo Stato deve dare il suo contributo per risarcire questa signorina che speronò militari italiani, ma è una follia”.
“La maggior parte dei casi di cronaca nera dipendono da cittadini stranieri, sono troppi. Noi stiamo lavorando per rimandarli a casa”.
“Se nave tedesca vuol salvare il mondo, poi vada in Germania”
Ha aggiunto Salvini: “Io sono stato a processo 5 anni, ho rischiato 6 anni di galera, dopo 5 anni mi hanno assolto. Il principio è che se una nave tedesca vuole salvare tutto il mondo è libera di farlo, ma va poi in Germania, se la nave è spagnola va in Spagna, la maltese va a Malta altrimenti l’Italia sarebbe il parco profughi di tutto il mondo, parecchi di quelli ce sbarcano delinquono, non se ne può più”.
La Russa sul risarcimento: “D’accordo con la premier, sentenza abnorme”
“Ho visto il post della premier sono pienamente d’accordo e la ringrazio per non aver avuto esitazione nel denunciare una cosa che ci sembra assurda non deve entrare nella polemica referendaria ma va stigmatizzato un provvedimento che rende sempre più difficile far rispettare le leggi. Credo sia sotto gli occhi di tutti la abnormita’ di una sentenza che vuole premiare chi aveva speronato una nave italiana delle forze dell’ordine”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa a margine di un evento oggi a Roma a proposito della sentenza sulla ong Sea Watch.
La Lega su X: “Provocazioni di alcuni giudici”
“Continue provocazioni di alcuni giudici a favore di ONG straniere che trasportano clandestini. Contro l’Italia e gli Italiani. Votare SÌ è un dovere morale”. E’ quanto si legge in un post della Lega su X che commenta la decisione del tribunale di Catania di revocare il fermo alla nave Sea Watch 5

