PALERMO – “Il modello Palermo non è esportabile alla Regione siciliana, non ci sono i presupposti minimi. A Palermo è stata possibile un’alleanza anomala perché il Pd, dopo cinque anni di opposizione, ha accettato acriticamente di avallare un programma in contro-tendenza rispetto alle scelte che vengono fatte dal Pd stesso a livello nazionale, regionale e in tutte le amministrazioni locali del Paese”.
Lo dice all’ANSA il consigliere di Sinistra Comune Giusto Catania. “Credo che Leoluca Orlando debba rassegnarsi – prosegue – le sue priorità programmatiche, la sua visione politica e culturale, le sue scelte di governo sono incompatibili con il Pd. Non penso che Orlando si voglia ostinare in questo tentativo titanico di riformare il Pd, non lo ha fatto con la Dc e non credo che, alla sua età, lo voglia fare con un partito che ha un respiro decisamente più corto della balena bianca”. Poi la stoccata al Pd di Matteo Renzi: “La Carta di Palermo non è compatibile con gli hotspot, coi decreti Minniti – sostiene – o con le affermazioni di Renzi sui migranti; la voglia di ribaltare il potere consolidato non può andare a braccetto con l’egemonia confindustriale dentro la macchina regionale”. “Orlando venga con noi – conclude – per definire una piattaforma, un percorso partecipato e una soggettività della sinistra, autonoma dal Pd. Dopo cinque anni di governo Crocetta c’è la possibilità di costruire un’opzione credibile al fine di evitare che la Sicilia sia consegnata alla destra o ai grillini, cosa che il Pd non potrà fare, visto che continua a mantenere in vita il moribondo governo Crocetta”. (ANSA).

