Che giustizia e', ai domiciliari .

Che giustizia e', ai domiciliari .
Colpisce la coerenza e la libertà con cui i nostri politici si muovono nel nome della autonomia nell'interesse non personale o di clan si badi bene, ma esclusivamente della nostra terra
C'è una forte volontà popolare di mandare via questo governo regionale.
molto interessante e utile questa autorevole riflessione. Il problema è che quando si arriva a un referendum come questo diventa complicato scegliere. Le ragioni degli schieramenti quasi sempre finiscono con sminuire il valore che i nostri costituenti avevano dato a questo istituto della nostra carta costituzionale per fare prevalere logiche di parte e di bottega. E per un tema come questo piuttosto che scaricare sul cittadino comune una scelta - a cui peraltro non intendo sottrarmi -, ci vorrebbero legislatori autorevoli e qualificati.
Ci sono sempre state le tangenti sullo spettacolo, fin dagli anni 90.
Forse, la differenza è che ai tempi di Matta e Schillaci l’esclusione dai campionati delle società con i bilanci in disordine non era divenuta prassi, e l’ambiguo comportamento di Matarrese ingeneró in molti tifosi l’idea di subire un’ingiustizia.
Questa volta, tranne per qualche isolato piagnone sicilianista, è decisamente più difficile.
Che sconfortante consolazione e dire che abbiamo una città ,estrapolandovi molto contenuto, che tutti ci invidiano.
Per favore, Robè: me la togliete quella faccia davanti agli occhi ? A Palermo ci sono problemi più gravi del pallone, anche se il dolore è immenso. Diciamo solo che ce lo aspettavamo da anni e forse, a differenza di 33 anni fa, questa è stata una morte annunciata. E poi nel 1986 il Palermo fu la prima squadra blasonata ad essere cancellata dalla mappa del calcio italiano. Oggi si tratta di un evento non più “straordinario” essendo capitato a “nobili” quali: il Napoli, la Fiorentina, il Bari, il Cesena, il Modena e altre. Pazienza, ci rifaremo. Forza Palermo pure in Serie Z.
è un bell’articolo e rispecchia il volto della citta’. Assuefazione si chiama , in una citta’ dove nulla dico nulla funziona perchè la squadra di calcio doveva essere l’eccezione? I palermitani sono assuefatti ai disservizi , al passante lasciato a meta’ all’anello che non si chiudera’ mai alle strade sporche e piene di buche alla incivilta’ di chi non rispetta le piu’ elementari regole della strada e quindi mestamente anche la scomparsa del palermo diventa assuefazione al nulla
Da catanese non gioisco minimamente per l’ingloriosa fine US Città di Palermo perché è antisportivo, però non posso dimenticare il fatto che l’anno scorso è stata tra quelle società di Serie B che si oppose al ripescaggio del Catania tra i cadetti. Ricordo anche i soliti sfottimenti dei tifosi rosanero nei vari blog e commenti sui siti, che ci dicevano che non siamo capaci di salire in B sul campo ma che vogliamo il ripescaggio: loro la B non la vedranno per un po’ di anni, e la prossima stagione saranno in D a fare il “derby” col Troina. Non è giusto fare questo nei confronti di un’altra squadra siciliana, anche se va detto che il Palermo era in mano ad un friulano.
Il mio auspicio è che si torni a giocare un derby tra Catania e Palermo in Serie A, dopodiché ognuno tifa per la propria squadra.
Egregio Direttore quando sono stati ceduti grandi campioni del calibro di Cavani, Pastore, Sirigu, Toni ecc. non ci sono mai state manifestazioni di protesta da parte della tifoseria contro il presidente Zamparini. Ricordo ancora, perchè in quell’anno mi trovavo a Firenze per lavoro, le dimostrazioni violente con tanto di guerriglia urbana inscenate dai tifosi viola quando è stato ceduto il solo Roberto Baggio. Evidentemente i palermitani da questo punto di vista sono freddi e distaccati come gli svizzeri.
Forse i palermitani si abituano a tutto. Dovrebbe esserci la rivolta per il fetore del’immondizia, ma non c’è! Per quanto riguarda la squadra di calcio vorrei capire perché dovrebbe essere una tragedia. È un evento sportivo e come tale va trattato. Perché si dovrebbero fare cortei o essere scomposti o peggio ancora? Non può essere che le persone abbiano problemi veramente seri? Perché la stampa forza su questi temi marginali. Mi piacerebbe fare un dibattito non ipocrita e forse verrebbe fuori un poco di verità. E questa città che non protesta, che è insensibile: a che cosa? Al fatto che di gioca in serie di?
TV
Si chiama fatalismo…il maledetto fatalismo dei siciliani, il gattopardiano tutto cambia perchè nulla cambia.
Penso che tutti i palermitani piangono senza versare una lacrima perché ormai hanno gli occhi asciutti- Quelli che ridono sono solo i veneziani che per tragedia di altri ne godono i benefici- Solo per questo non ammetterei i ripescaggi- Chi decide la promozione o la bocciatura è il rettangolo di gioco –
Città assente
Ai palermitani interessano solo le mode e considerano la loro vita come uno smartphone oppure un suv da cambiare subito con l’ultimissimo appena uscito. Non appena qualsiasi cosa avvenga nella nostra città non è più di grande successo o tendenza allora la seppeliscono immediatamente. Fortunatamente il resto del popolo italiano non è come noi palermitani.
Egregio dott. Puglisi, mi consenta di non condividere in toto il suo pensiero. Io,
63enne, quando avevo 13/14 anni andavo allo stadio con mio zio quando si era in B. Allora facevano entrare un ragazzo assieme all’adulto che pagava il biglietto. Quanti bei ricordi con il Signor Presidente Barbera. Forse lei non credera’ quanto mi piange il cuore per come e’ finita. Ma, le chiedo, dopo l’esito nefasto che ormai tutti sapevano e aspettavamo, cosa doveva fare il tifoso? Fare cortei? Per che cosa? A che sarebbero serviti? Riunirsii al Politeama a piangerci addosso? E poi, cos’altro ancora? Un caro saluto.
Ci inviadino specialmente l’abbondanza di munnizza.
Il Palermo calcio non per forza deve rappresentare la città di Palermo. Il Palermo calcio è stato di proprietà di persone non palermitane, ed anche per questo ha fatto questa fine. Palermo ha dei grossi problemi, ma nessuno scende in piazza. Scendiamo in piazza per una squadra di calcio,che ha giocatori stranieri, che di tanto attaccamento hanno già trovato accordi con altre squadre, proprietari estranei, che girano milioni di euro che non si sanno dove vanno a finire. È un motivo per scendere in piazza?
Ricominciare puliti è una vittoria di tutti i tifosi, l’importane che la squadra vada in buone mani e non ad amici o parenti!
Bravi i dirigenti della società, e bravo anche Zamparini,che cadendo nel burrone meritato,ha trascinato con sé la squadra,ma soprattutto ha trascinato la gente di palermo in quel burrone che adesso cerca di arrampicarsi e uscire,lasciando Zamparini dove si merita.
Scusate. Penso che ricondurre il fallimento del Palermo calcio al fallimento della città sia “blasfemo”. La città è una vergogna e leggo dietro le parole nascoste di qualcuno un ingiusto riferimento all’attuale sindaco. Ricordo a tutti, ed ancor prima a me stesso, che la crisi della città di Palermo, con il nulla mai funzionante, è un fatto “storico”, qualunque esso sia stato il sindaco della città di Palermo, ovviamente compresa la gestione della “primavera” orlandiana, nonchè le sue due ultime sindacature. Palermo e la Sicilia sono afflitte da un nefasto fatto sub-culturale dal quale non ci si affranca, tanto per cominciare per precisa volontà dei cittadino, oltre tutto il resto che appare superfluo rievocare, se non si vuole scadere nei consueti luoghi comuni. Mi si passi, poi, la considerazione che Orlando nelle ultime due tornate elettorali comunali, nell”ultima in particolare, non aveva “rivali” del benchè minimo spessore, tant’è che Orlando, al netto delle attuali incredibili proteste, non ha vinto per una manciata di voti, ma ha stravinto. Vero è che la maggior parte degli elettori, schifati, non sono andati al voto, ma questo non può essere imputato ad Orlando che ha preso i suoi voti, bensì ai candidati ed ai partiti avversi, talmente scadenti che la gente non è andata al voto. Nella vicenda “fallimentare” del Palermo calcio, poi, sfugge ai più che un altro sindaco, per intenderci se al posto di Orlando fosse stato eletto un dei suoi “rivali”, sarebbe stato capace di “regalare” il campo della Favorita all’Autorità giudiziaria: Orlando, da grande volpone, avendo intuito quale sarebbe potuto essere lo scenario (come poi si è verificato), e si è guardato bene dal concedere la gestione del campo alla Società, prendendo strumentalmente tempo ma, alla fine, salvando il patrimonio della città, per l’appunto lo stadio. In ultimo, ovviamente, da palermitano, sono profondamente addolorato deluso ed amareggiato per le sorti del calcio a Palermo e, certamente, non è di conforto confidare in una risalita veloce in campionati maggiormente attinenti alle aspettative di una grande città. Non si dimentichi che, dopo oltre cent’anni, si è dovuto attendere Maurizio Zamparini dal Veneto per vedere un pò di buon calcio, per l’appunto con il denaro di un mercenario che, raggiunto ogni scopo economico, ha abbandonato squadra, società e città al proprio destino: è stato, sicuramente, un cinico investitore, ma perchè mai avrebbe dovuto curare gli interessi dei palemitani, se nessun palermtano, mai, è stato in grado di proteggere la sua città, vuoi per incapacità, vuoi per impossibilità, vuoi per interesse personale?
Bene, ai “funerali” sportivi ci siamo abituati e mi addolora, alla pari, l’atteggiamento vendicativo del tifoso del Catania che gode del derby Palermo-Troina (forse!): ciclicamente, però, a Palermo, come a Catania, come a Messina o come a Trapani, con i dovuti distinguo, non ci potremo mai attendere nulla di seriamente costruttivo e nulla di duraturo: qui, come altrove, chi saranno i grandi imprenditori locali in grado di fare investimenti mirati nel calcio, rischiando il proprio patrimonio, nella speranza di un successo nel difficile mondo del calcio, capace di generare ed irrobustire le casse della società? All’orizzonte ben che vada, si intravede qualcuno con un buon portafoglio, in grado di spendere per ben figurare in serie D, ovvero in quarta serie…e poi????…se si va avanti, cosa si fa?…questi imprenditori sono capaci di spendere, o devono vendere? e vendere, a chi?…Il paragone con altre nobili decadute e resuscitate non regge: Fiorentina e Napoli, in particolare, hanno potuto contare su investitori con portafoglio di grande spessore….Palermo a quei livelli, con le proprie forze, comunque con investitori locali, non potrà mai reggere il passo.