Cgil, il punto sul caos rifiuti| “Istituzioni disinteressate”

Cgil, il punto sul caos rifiuti| “Istituzioni disinteressate”

Cgil, il punto sul caos rifiuti| “Istituzioni disinteressate”

"Come trasformare i rifiuti in risorse: occupazione, legalità e tutela dell'ambiente" è il tema dell'incontro pubblico organizzato quest’oggi da Cgil e Fp Cgil.

la conferenza
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CATANIA – Da rifiuto a risorsa utile a tutti. Un processo tutt’altro che semplice, ma non per questo impossibile. Come trasformare i rifiuti da problema a un’opportunità proficua è un progetto certamente ambizioso, ma la cui realizzazione è quanto mai necessaria da avviare per tirare fuori il territorio siciliano dalle secche dell’emergenza. Condizione quest’ultima oramai divenuta quasi cronica per la Regione. Il principio pilota sarebbe quello di passare da un sistema a economia lineare a uno circolare: più semplicemente trasformare il sistema di smaltimento dell’immondizia da “prendi usa e getta” a “prendi usa e trasforma”. E’ stato il tema al centro dell’incontro pubblico organizzato quest’oggi da Cgil e Fp Cgil “Come trasformare i rifiuti in risorse: occupazione, legalità e tutela dell’ambiente” svoltosi nella sala Russo di via Crociferi a Catania. Ad intervenire, fra gli altri Giacomo Rota segretario generale della Cgil etnea, Claudio Longo, segretario confederale Cgil e il segretario nazionale della Cgil, Danilo Barbi.

Grandi assenti il sindaco Enzo Bianco e l’assessore all’Ecologia Rosario D’Agata, che hanno disertato l’incontro per via della visita anticipata del ministro della Giustizia Andrea Orlando, quest’ultimo arrivato stamane a Catania per siglare formalmente la convenzione circa la prossima inaugurazione del nuovo palazzo di giustizia etneo. Una giustificazione che tuttavia non ha convinto affatto la Cgil che con un pizzico di polemica ha lamentato la mancata presenza delle istituzioni per l’incontro in cui erano gli ospiti più attesi.

“Le amministrazioni sia locali che regionali – ha dichiarato Rota – hanno sempre mostrato un certo remore nell’affrontare la questione. Il governo regionale in primis ha sempre brillato per assenza rispetto al problema. E’ necessario invece un confronto concreto e costante per poter intraprendere una via risolutiva”. Ma è poi la disamina del segretario Caudio Longo a centrare le criticità del problema. “ Il piano integrato dei rifiuti – ha spiegato – nei prossimi anni non si dovrà basare su raccolta e smaltimento ma spingersi a trovare opportunità per il recupero dei materiali, ovvero trasformare i rifiuti raccolti in una preziosa forte di materie prime, sempre più scarse e costose, da reinserire nei cicli produttivi. Le esperienze già attuate – ha continuato – in questo settore innovativo dimostrano come sia possibile incrementare i posti di lavoro nel riutilizzo della carta e del vetro per esempio sono possibili 243 nuovi posti di lavoro ogni 100.000 tonnellate di rifiuti riciclati”.

Ma è il quadro attuale a preoccupare maggiormente i sindacati. Le considerazioni partono proprio dalla normativa vigente, ritenuta fin troppo “confusionaria e complicata” dal sindacato. Tutto ha inizio con la richiesta da parte del governo nazionale di istituire un ente unico regionale per la gestione dei rifiuti, cosa che vedrà rimuovere dall’incarico i sindaci con un disegno di legge abrogativo della legge regionale di riordino del comparto rifiuti n 9 dell’8 aprile 2010 e finalizzata a rivoluzionare l’intero carrozzone Ato.

Un sistema che finora non ha funzionato secondo Longo. “La gestione dei rifiuti è attualmente gestita fra 19 società e 27 sono gli Ato (ambito di raccolta ottimale), strutture che hanno creato solo un enorme buco in bilancio. Ma non ci è stata alcuna attuazione della legge perché con la liquidazione degli Ato e la creazione della nuova SRR (società di regolamentazione rifiuti) le competenze dovevano essere trasferite, ma ciò non è avvenuto per volontà dei sindaci che hanno posto in molti casi veti e ostacoli. A poco sono serviti i commissari straordinari” – ha sottolineato Longo.

Ma l’idea di trasformare i rifiuti in opportunità deve però ancora fare i conti con i dati sconfortanti della raccolta differenziata. A Catania la percentuale è ferma al 9,3% secondo i dati diffusi dalla Cgil. “Obiettivo d’obbligo – ha aggiunto – è portare la raccolta differenziata al 65 %. Il ciclo e lo smaltimento deve avvenire tramite l’utilizzo di impianti innovativi”. E Longo accenna alla questione di Vaccarizzo dove da anni è attivo un impianto di bio-stabilizzazzione. “ Quella zona è densa d’impianti e discariche che rischiano di mettere al repentaglio la salute dei cittadini. Troviamo sia inaccettabile”.

Non ultimo, un nuovo sistema di gestione dei rifiuti appare indispensabile per contrastare le infiltrazioni del potere della criminalità organizzata. “La questione dei rifiuti in provincia di Catania – ha affermato il segretario nazionale della Cgil, Danilo Barbi – presenta evidenti emergenze. Nel mondo i rifiuti sono ormai una risorsa ma qui sono ancora un problema. Oggi le nuove tecniche, le nuove industrie sono basate sui consumi collettivi. In certi paesi esistono in già in via sperimentale impianti che riciclano i rifiuti non indifferenziati. Senza più discariche, impianti di biostabilizzazioni e inceneritori. Le amministrazioni dovrebbero agevolare tutto questo, evitando che il sud continui ad essere condannato. Occorre fare dei grandi passi in avanti salti e guardare davvero al futuro” – conclude Barbi.

“La riforma dell’assessore all’Energia Vania Contraffatto, ci sembra tutto fuorché una rivoluzione. Ci auguriamo quanto meno non ricalchi il vecchio sistema Ato. Ad ogni modo, crediamo sia urgente un confronto sereno con i sindacati, cosa che non è ancora avvenuta”, è infine il commento amaro di Gaetano Agliozzo, segretario generale della Fp Cgil. Un nuovo sistema rifiuti, dunque, è ancora una scommessa.


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