Ciao interista

Ciao interista

Ciao interista

Tony Di Patti non aveva scoperto l’acqua calda. Non lascia – che si sappia – un corpus immortale di sonetti. Non ha mai vinto neanche una guerra mondiale. Non è mai stato capocannoniere. Soltanto, in tutti quelli che l’hanno conosciuto anche per poco, ha seminato una tenerezza incrollabile, come un battito d’ali. Per questo Tony era un piccolo e grande uomo, della stirpe di coloro che ti attraversano un giorno la strada e non li dimentichi più. Era interista, ognuno ha un vizio. E alcuni di noi – per non dispiacerlo nel suo ultimo spicchio di terra – hanno agitato la bandiera nerazzurra, fingendo di condividere la sua fede. Chissà perchè una bugia innocente mi ritorna addosso come un lieve senso di colpa.
Perciò, Caro Tony, mentre cominci a camminare lungo i sentieri di un prato che non finisce mai – e chissà se ci ritroveremo in mezzo a quell’erba alta – è arrivato il momento della confessione, nero su bianco. Anzi, giallo su rosso. Sono romanista.

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