Cicu: "Lega torni al centrodestra |Berlusconi novità delle Europee" - Live Sicilia

Cicu: “Lega torni al centrodestra |Berlusconi novità delle Europee”

L'eurodeputato: "Forza Italia avrà una percentuale importante".

L'intervista
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PALERMO – Dice Salvatore Cicu che “la novità di queste Europee si chiama Silvio Berlusconi”. L’eurodeputato siculo-sardo che a maggio cercherà la riconferma nella lista di Forza Italia sottolinea come il partito del Cavaliere “è vivo” e forte di una leadership “che rappresenta una storia di competenza e di visione che né i 5 Stelle né Salvini hanno”.

Onorevole Cicu, che idea si è fatto in questi cinque anni del rapporto tra Sicilia ed Europa?

“Guardi, bisogna guardare a quello che fanno i Paesi dell’Est con i fondi europei. Li sfruttano al cento per cento. Noi non riusciamo. E invece sarebbero la grande occasione per fermare la desertificazione di Sicilia e Sardegna. Quando i nostri sindaci vengono in Europa tornano trasformati, si aprono per loro finestre sconosciute. Bisogna realizzare un investimento che li tuteli e li accompagni”.

La sfida è tra chi vuole più Europa e chi vuole più sovranismo nazionale.

“L’Europa va riformata soprattutto sul tema della mancanza di leadership politica. Io credo che ci debba essere più sovranismo europeo, proprio perché l’Europa non venga avvertita come il potere dei tecnocrati. Serve un presidente della Commissione eletto dal popolo. Quanto alla nostra presenza, è chiaro che Europa significa alleanza, più obiettivi comuni crei all’interno del Consiglio, più risultati porti a casa”.

E l’Italia non sembra stia creando alleanze che funzionano. O no?

“Quest’ultimo governo nazionale è il peggiore: in Europa da un anno non ci siamo”.

Il suo partito, il Partito popolare europeo, si candida a essere il primo nel nuovo Europarlamento. A chi guarderà?

“Innanzitutto a un centrodestra europeo, quindi all’Ecr (i conservatori, ndr) e ai liberali. E perché no, a quelle forze come quella di Salvini…”.

…che con il popolarismo non hanno nulla da spartire.

“Ma noi abbiamo già dentro uno come Kurz. È come in Italia, quando diciamo che Salvini dovrebbe staccare la spina al governo con i 5 Stelle e tornare all’alleanza che ci vede uniti nelle regioni. Lo stallo del Paese che crea questa contrapposizione continua al governo è un danno sostanziale”.

Ma Salvini del vecchio centrodestra sul piano nazionale non vuole saperne. Lo ha detto apertamente. Non crede che continuare a inseguirlo danneggi Forza Italia?

“Forza Italia resta coerente, leale e convinta che alla nazione serva un progetto trasparente. E questo, in assenza del voto nazionale, lo sperimentiamo nelle regioni. Io credo che alle Europee Forza Italia avrà una percentuale importante. Ci sono liste civiche d’area che convergeranno sulla nostra. In Sardegna ad esempio alle regionali una lista civica organizzata da dirigenti di Forza Italia ha fatto il 4 per cento, che sommato all’8 di Forza Italia fa il 12, più dell’11 della Lega”.

Insomma, lei ci crede ancora ala possibilità di recuperare la Lega…

“Io non ho ancora capito se il centrodestra diverso significa solo eliminare Berlusconi. Io invece dico che la novità in questo momento è proprio Silvio Berlusconi. Rappresenta una storia di competenza e di visione che non può essere paragonata né a Salvini né ai 5 Stelle”.

Che ne pensa dell’idea di Nello Musumeci e Giovanni Toti di organizzare una “seconda gamba” moderata del centrodestra?

“Ottima. Credo che questi movimenti che hanno un’identità regionale spiccata e credibile debbano unirsi per quel centrodestra che ha bisogno di competenza ed esperienza”.

Ma non è che vogliono fare le scarpe a Forza Italia, se mi permette l’espressione poco elegante?

“No. Toti dice: si potrebbe fare di più e meglio dentro Forza Italia ma non mi sembra che dica che Forza Italia è finita. Forza Italia esiste e tiene”.

Che ne pensa della battaglia sul regionalismo differenziato?

“Se parliamo di Isole, noi abbiamo un meccanismo statutario che ci tutela. A noi quello che interessa è portare a casa il riconoscimento della condizione di insularità. Ho scritto ai presidenti di Sardegna e Sicilia invitandoli a chiedere la continuità territoriale, una battaglia che già in questa legislatura ci ha visto portare a casa dei risultati, e la fiscalità di vantaggio. Se non ora quando?”.


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