RANDAZZO (CATANIA) Volevano ‘cucinare’ il crack direttamente loro, senza ricorrere a fornitori catanesi. E senza avere padrini, visto che i componenti del clan Sangani erano in carcere per i fatti dell’inchiesta “Terra bruciata”. I giovani arrestati dai carabinieri per traffico di droga nella cosiddetta operazione “Game Over” non sono accusati di mafia. Eppure in qualche modo sarebbero subentrati alla guida di affari che in precedenza sarebbero stati gestiti dal clan Laudani.
Un’organizzazione criminale dedita al traffico di stupefacenti, per gli investigatori, l’avrebbero creata eccome. E oltre al crack, si sarebbero occupati di ecstasy, cocaina e marijuana. Dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Catania Anna Maria Cristaldi, emergono le ipotesi dell’accusa. Ipotesi che sono tutte legate al traffico di stupefacenti.
“Il diritto allo spaccio”
Il capo, per gli investigatori, sarebbe stato il 35enne Cristian Sabato. Dopo l’operazione Terra Bruciata, avrebbe detto: “…Tipo c’è morto lo zio, diciamo… chi dirigeva tutta la situazione… il diritto allo spaccio, ce l’ho tutto in mano io…”.
Prima, in pratica, aveva qualcuno a cui rispondere. ”Siccome lui era con il padrino, io avevo il padrino, eravamo… io ero sempre più sciolto ma sempre un padrino ce l’avevamo”. Adesso, se qualcuno voleva vendere droga a Randazzo, aveva solo una strada: “L’autorizzazione per spacciare, oggi te la devo dare solo io nel paese”.
A Randazzo volevano ‘cucinare’
L’attività dell’organizzazione criminale, del resto, sarebbe stata ampiamente riscontrata dai carabinieri. A più riprese gli inquirenti, ricorda il gip nell’ordinanza, si sono trovati “a procedere al sequestro oltre che di sostanze quali marijuana e cocaina, anche di crack”. Ma in passato potevano ottenere il crack solo andando a Catania.
A Randazzo adesso, come detto, volevano “cucinare” e distribuire la droga direttamente nel territorio. In questo modo avrebbero dato “la possibilità agli assuntori del posto di reperire facilmente detta droga, dagli effetti altamente psicotici e a basso costo”.
“’Mbare, l’associazione sarò io o principale”
Ma circa chi fosse il capo, quando Sabato parla con Alfio Grasso, un altro degli arrestati nel blitz dei carabinieri, lo mette in chiaro. “’Mbare ti dico, l’associazione sarò io o principale”. E lui risponde: “E io picciotto”.
Sta di fatto che nel novembre del 2022, ancora, il gruppo di Randazzo non ‘cucinava’. Cucinare, va specificato, nella lingua dei trafficanti di droga significa lavorare gli stupefacenti, mescolando pericolosamente sostanze chimiche. E in un caso Sabato sarebbe andato a rifornirsi a Catania. Poi, tornando a casa, la sostanza acquistata gli sarebbe sembrata scarsa.
La droga? Soddisfatti o rimborsati
Al fornitore che lo rassicurava, risponde: “Io ti dico che stamattina ‘mbare era tipo grigio topo, ora invece mi pare grigio normale. Comunque apposto dai”. Da qui la risposta del fornitore: soddisfatti o rimborsati. “Ma se ci sono problemi – gli dice – per me puoi tornare a scendere”.

