MESSINA – Il centrosinistra sempre più spaccato a Messina dopo che Paolo Todaro ha rinunciato alla candidatura si è dimessa la portavoce regionale di Europa Verde Alessandra Minniti. Era stata proprio la preside messinese a proporre la candidatura del sindacalista e biologo che nel 2023 denunciò il “sistema Cuzzocrea”.
“Perché ho fatto un passo indietro? Non c’erano le condizioni – ha spiegato Paolo Todaro – Speravo che il mio nome potesse unire la coalizione di centrosinistra. Non dividerla. E posso assicurare che non sarebbe stata una candidatura calata dall’alto. Ho capito che il mio nome avrebbe spaccato ulteriormente il centrosinistra”.
Ma cosa succederà adesso? Non è escluso che la sinistra possa presentare un candidato che potrebbe essere il docente di educazione fisica Antonio Mazzeo che ha tentato la scorsa estate di raggiungere Gaza a bordo della Freedom Flotilla oppure uno tra l’ex consigliere comunale e bibliotecario Luigi Sturniolo, l’ex assessore di Renato Accorinti e professore universitario Federico Alagna e l’ex consigliera comunale e psicoterapeuta Ivana Risitano.
Nomi graditi tra i gruppi NoPonte e ProPal. E il centrosinistra? Al momento sta guardare. Il Pd appare spaccato. Da un lato c’è la consigliera comunale e avvocatessa Antonella Russo che aveva dato la propria disponibilità a candidarsi già quando l’ex sindaco Federico Basile aveva presentato le dimissioni; poi c’è il consigliere comunale Alessandro Russo. Per lui è stata lanciata una petizione che però non ha avuto grande successo, in 13 giorni raccolte 534 firme. Un nome tornato alla ribalta è quello dell’ex deputata Maria Flavia Timbro, vicesegretaria del Pd di Messina.
Il nome della senatrice di Italia Viva Dafne Musolino, ex assessora a Messina con Cateno De Luca prima di rompere burrascosamente con Sud Chiama Nord, sarebbe gradito al movimento Controcorrente del deputato regionale Ismaele La Vardera e Avs.

