Comune, casse ormai all'asciutto| Via la licenza a chi non paga - Live Sicilia

Comune, casse ormai all’asciutto| Via la licenza a chi non paga

Gli uffici sollecitano il pugno duro con chi evade per risanare i conti. Guai anche per le Partecipate

PALERMO
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PALERMO – Il comune di Palermo è a caccia di soldi e per rimpinguare le casse ormai all’asciutto punta tutto sulla lotta all’evasione fiscale. O, per meglio dire, si impegna a farlo anche se poi passare dalle parole ai fatti è tutta altra cosa. E’ anche per questo che la Ragioneria generale di Palazzo delle Aquile, alle prese con le difficoltà di far quadrare il bilancio per via del Fondo crediti di dubbia esigibilità da rimpinguare con almeno 70 milioni l’anno, torna a chiedere all’amministrazione di far approvare “senza indugio” il nuovo regolamento che promette di stangare gli evasori.

Un regolamento che, ben inteso, non è una novità: gli uffici lo hanno proposto già l’anno scorso, la giunta lo ha fatto proprio, i Revisori hanno dato parere positivo e il consiglio, in sede di rendiconto, si è addirittura impegnato a esitarlo entro lo scorso dicembre. Peccato che il regolamento in questi mesi sia rimasto solo una bozza e nessuno si prenda la briga quantomeno di discuterne.

Uno stallo dovuto forse anche al timore che le nuove norme possano sollevare le proteste dei commercianti, il che non sarebbe così impensabile vista la durezza delle sanzioni. Tanto per fare un esempio, basterebbe evadere solo 100 euro di un qualsiasi tributo comunale (anche solo una volta) per essere segnalati al Suap, ossia all’ufficio che rilascia licenze e concessioni, che a sua volta sospenderebbe l’attività e farebbe calare le saracinesche almeno per un mese, fino alla messa in regola. In caso contrario, i mesi di chiusura diventerebbero tre e così via.

Ma anche solo per rinnovare licenze, autorizzazioni e concessioni (o per chiederle ex novo) si passerebbe prima da un controllo fiscale. Una volta approvato il regolamento, l’ufficio Tributi passerebbe in rassegna tutte le attività commerciali cittadine, procedendo poi a tappe forzate di 15 giorni per incassare quanto dovuto. Un pugno di ferro dovuto sia ai livelli di evasione che, a seconda dei quartieri, oscillano per la Tari tra il 57 e l’84%, sia alla condizione economica di piazza Pretoria: l’amministrazione, non riscuotendo le tasse, per far fronte alle spese ricorre all’anticipazione di tesoreria (81,5 milioni nel 2019) su cui paga gli interessi e non riesce a coprire il Fondo crediti (servono 271 milioni in tre anni).

“Il mancato pagamento dei tributi locali da parte degli operatori economici ha raggiunto livelli insostenibili per le finanze comunali – scrive la Ragioneria – mentre il nuovo regolamento contribuirà a migliorare in modo significativo la riscossione”. Il punto è capire se l’amministrazione e il consiglio comunale saranno pronti ad andare fino in fondo.

Ma come se non bastasse, un’altra tegola si è abbattuta su Palazzo delle Aquile. In pratica l’ultima sentenza sull’ex Amia ha stabilito che il Comune non può decidere di non riscuotere le tasse dalle sue società partecipate, e se il contratto Amat o alcuni regolamenti lo prevedono sono nulli. Un orientamento in realtà sancito anche dalla Suprema corte e in virtù delle regole comunitarie: in pratica si favorirebbero le aziende comunali a scapito delle altre. Gli uffici stanno facendo i conti per capire quanto inciderà la questione, ma basti pensare che tra Amat e Comune il contenzioso sulla Tosap va avanti da anni. “Si impone l’immediata revisione del regolamento sulla Tari”, hanno avvisato gli uffici che adesso stanno calcolando quanto dovrà entrare in cassa.

“La sentenza mette fine a un lungo contenzioso – dice il capogruppo di Fi Giulio Tantillo – Adesso si apre un delicato confronto con tutte le partecipate: non vogliamo creare allarmismi, ma serve con urgenza la rimodulazione dei contratti di servizio con l’obiettivo di migliorare il trasporto urbano, la pulizia delle strade e il verde, i servizi a rete e i programmi informatici che aiutino a superare le difficoltà burocratiche soprattutto degli uffici tecnici. L’amministrazione e il consiglio comunale dovranno porre in essere tutti gli atti per il buon funzionamento della partecipate compresa una verifica a medio temine; se la situazione dovesse rimanere invariata, si torni alle urne”.

“La sempre più precaria situazione economico-finanziaria del Comune di Palermo e l’incapacità da parte dell’amministrazione comunale di porvi rimedio, ormai è sotto gli occhi di tutti – dice Ugo Forello di Io Oso – L’indisponibilità delle obbligazioni tributarie è un dato che renderebbe non più attendibile ed efficacie il recente piano di risanamento presentato dalla Amat, nel quale si auspicava una negoziazione dell’enorme contenzioso tributario (27 milioni per Tari e 65 per la Tosap) con il comune di Palermo e che, pertanto, non sarebbe più realizzabile. Sulla lotta all’evasione, purtroppo, non può che constatarsi che l’azione dell’amministrazione attiva negli ultimi sette anni è stata del tutto fallimentare”.


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Commenti

    Se anche un poltronista a vita come Tantillo parla di elezioni anticipate, vuol dire che siamo alla frutta. Forse anche perché si scanta che la corte dei conti se la prenda anche con i consiglieri comunali. E lui di atti di ne ha votato tanti tanti.

    assuete e stabilizzate altri parassiti e poi noi paghiamo ,,,,,,,,,,,,

    ci vorrebbe un giudice come Paolo Borsellino per fare pulizia di malfattori assessori e sindaco dove sono finiti i tanti soldi che paghiamo????

    Tutto fumo e niente arrosto amici miei , vedrete che non se ne farà nulla , troppo ovvio replicare da parte delle associazioni commercianti che sospendere le licenze equivale a mettere il commerciante nelle condizioni di non potere pagare i propri debiti e gettare sul lastrico i dipendenti e i titolari dell attività, questo è un mezzuccio per fare pressione sull opinione pubblica per far sì che si addivenga alla famosa tassazione dei tributi comunali nella bolletta della luce come si fa col canone Rai e così si incasserebbe senza alcuna responsabilità “politica” di chi amministra col rischio di diventare impopolare con una decisa attività di riscossione coattiva dei tributi comunali evasi quindi si tirerà a campare sino alla fine della sindacatura poi saranno cavoli di chi arriverà perché se si volevano riscuotere coattivamente tutti i tributi comunali non pagati le sanzioni dei vigili urbani non pagate volontariamente, le multe elevate da Amat a chi fruisce dei mezzi pubblici senza biglietto sarebbe bastato ISCRIVERE A RUOLO PRESSO L AGENTE DELLA RISCOSSIONE IL CONTRIBUENTE MOROSO MA QUESTO IL COMUNE DI PALERMO NON LO FA EPPURE PINGE MISERIA QUALCUNO SPIEGHI AI CITTADINI PERCHÉ

    un comune allo sbando gestito malissimo a danno dei cittadini

    DIFFICILE CHE LA “POLITICA” QUASI ALLA VIGILIA DEL PROSSIMO AGONE ELETTORALE SI IMBARCHI IN UNA SEMPRE PIU’ AUSPICABILE LOTTA ALL’EVASIONE. MA E’ DI TUTTA EVIDENZA CHE SE L’AMMINISTRAZIONE RIUSCISSE A FAR PAGARE QUANTO DOVUTO A TUTTI (COMMERCIANTI PROFESSIONISTI O PRIVATI CITTADINI) NON CI SAREBBERO PROBLEMI. VEDIAMO OGNI GIORNO COME LA CITTA’ E’ PRESA IMPUNEMENTE D’ASSALTO DA COMMERCIANTI ABUSIVI, AUTOMOBILISTI CHE “ABBANDONANO” LE AUTO IN TRIPLA FILA ANCHE NEGLI ANGOLI (FORSE E’ CAMBIATO IL CODICE DELLA STRADA E NON LO SO?) O SI SA CHE A PALERMO TUTTI ABBIAMO GLI APPARTAMENTI DI 70 MQ!!!!!!! L’HO SCRITTO GIA’ E LO RIPETO, COME HA FATTO IL GOVERNO NAZIONALE CON IL CANONE RAI, IL COMUNE FACCIA LO STESSO CON LE IMPOSTE LOCALI UTILIZZANDO LA BOLLETTA DELLA LUCE. FORSE SI RAGGIUNGEREBBE LA TANTO AGOGNATA EQUITA’ FISCALE E NON SI GRAVEREBBE SEMPRE SUI SOLITI ONESTI.

    controllare e ritirare le licenze,e chi licenza non ne ha proprio cioè gli abusivi,chi li controlla???

    Ma ORLANDO il sindaco lo sa fare…. e anche Cammarata lo sapeva fare… e come mai il Comune è in queste condizioni?

    giusto. cosi facciamo chiudere i commercianti e finiamo di consegnare la città agli abusivi, ambulanti e panellari vari. Tutto nell’ottica dell’integrazione e della tolleranza. Dopodiché, per coerenza, non chiediamo soldi all’Europa, dove hanno standard diversi, ma dichiariamo pubblicamente che abbiamo ricreato il suk abusivo della Palermo araba. E’ tutta questione di scelte.

    Fate governare il movileto delle stalle così il falimento è sicuro.

    CORRETTO CHI NON PAGA NON PUÒ TENERE L’ESERCIZIO APERTO PERÒ OCCORRE CHE I SERVIZI FUNZIONINO COME SI DEVE.

    Se vi tolgono la licenza non preoccupatevi venite a lavorare agli angoli o sui marciapiedi del Corso Olivuzza, nessun controllo.

    Invocano vantaggi e piangono miseria da sempre, il Comune continuerà ad incassare la metà e i commercianti si lamenteranno comunque, a partire dalla ztl

    CI SONO ESERCIZI COMMERCIALI IN TUTTA LA CITTA’ CHE NON PAGANO LA TARI DA DIVERSI ANNI E IL COMUNE SI SVEGLIA SOLO ADESSO

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