CATANIA – Stadio Massimino salvo, ma casse del Comune più vuote. L’amministrazione comunale ha infatti provveduto a impegnare le somme – circa due milioni e settecentomila euro – per liquidare la ditta Europea 92 spa, che aveva vinto l’esecuzione dei lavori di urbanizzazione nel piano di zona di San Giovanni Galermo, poi non portate a termine. La vicenda, datata 1999, anno in cui sono stati appaltati i lavori per la realizzazione dell’asse viario nel quartiere periferico di Catania, giunge al termine dunque, diciotto anni dopo.
Una sentenza di primo grado del 2012 – pubblicata in data 28 maggio del 2012 – obbligava infatti il Comune di Catania il pagamento di 2 milioni 733.972 euro, oltre agli interessi alle spese legali, alla Europea 92 spa per un credito arrivato a oltre 3.000.000 di euro, per il riconoscimento del quale la ditta aveva addirittura chiesto il pignoramento dello stadio Massimino.
Oggi, la vicenda si chiude con la transazione tra il Comune e la società: con provvedimento del 23 giugno 2017, infatti, il direttore dei lavori pubblici Corrado Persico, “considerato che occorre liquidare gli acconti rimanenti di 900.000 euro entro il 31 gennaio 2018 e di 920.000 euro entro il 30 giugno 2018” – si legge nel documento, e “ritenuto che, con determina del 20 aprile 2017, si è provveduto a impegnare l’intero importo scaturente dell’accordo transattivo pari a 2.720.000 per le motivazioni esposte sopra – si legge ancora – determina di provvedere alla liquidazione di quanto stabilito ovvero 900.000 euro entro il 31 gennaio del 2018 e di 920.000 entro il 30 giugno del 2018 e di dare mandato alla ragioneria generale di provvedere alla liquidazione”.
“Qualche ora fa la Direzione Lavori pubblici del Comune di Catania ha liquidato 1 milione 820 mila euro alla società Europea 92 Spa – scrive su Facebook Matteo Iannitti, leader di Catania bene Comune – che avrebbe dovuto realizzare l’asse viario verso San Giovanni Galermo ma, per via delle pessime amministrazioni, non l’ha fatto. Rimane un’incompiuta, una rotonda mai finita, e basta. I soldi buttati via. I responsabili? Il Comune. E paga la collettività, ingiustizia del diritto”.

