PALERMO – Per ottenere il risarcimento sono passati 25 anni. Il Comune di Palermo dovrà pagare la fondazione Vojda School per non avere rinnovato nell’anno scolastico 1994/1995 la convenzione per i servizi educativi e assistenziali erogati dalla scuola della fondazione.
La decisione della sezione palermitana del Tar Sicilia è arrivata qualche giorno fa, a nove anni da quando la fondazione ha presentato ricorso. Mentre sono passati 25 anni da quando una delibera del Comune di Palermo illegittima ha causato la mancata firma dell’intesa che oggi potrebbe costare a Palazzo delle Aquile oltre 200mila euro.
Negli anni Novanta la scuola stipulava ogni anno una convenzione con il Comune che versava alla fondazione una retta giornaliera per ogni alunno. Il 15 settembre del 1994 però il Comune di Palermo estromise la scuola dalla possibilità di convenzionarsi contestando alcune irregolarità contabili relative al precedente anno scolastico. Nei confronti di questa decisione la fondazione presentò dunque ricorso al giudice amministrativo.
La decisione del Tar Sicilia è arrivata nel 2008, ben 14 anni dopo. Con la sentenza i giudici hanno dato ragione alla fondazione: l’atto della giunta municipale era irregolare. “La deliberazione di esclusione dal convenzionamento – dice la sentenza – è stata adottata nonostante la Fondazione avesse fornito tutti i dati utili ad escludere le presunte irregolarità contabili a carico della predetta”.
Nel 2010, vinto il primo processo la Vojda School ha chiesto in un secondo procedimento amministrativo, così, un risarcimento del danno pari più di 200mila euro, dato che nel 1994 la scuola rimase comunque aperta. Per la Terza sezione del Tar non ci sono così stati dubbi. “Nel caso in esame – scrivono i giudici -, sono stati positivamente riscontrati in giudizio tutti gli elementi costitutivi della responsabilità”.
Adesso il Comune di Palermo ha sessanta giorni per quantificare a quanto ammonta di preciso il danno. Tenendo conto delle relazioni prodotte dalla Fondazione, gli uffici comunali dovranno calcolare le giornate effettive di lavoro in quell’anno scolastico, i bambini che erano iscritti alla scuola e applicare le rette decise quell’anno. Infine il costo calcolato dovrà essere riparametrato in euro e aumentato degli interessi legali.

