Congresso Pd, Lupo: "Crocetta ingrato e irriconoscente| Accordo Crisafulli-Faraone? Squallida ammucchiata"

Congresso Pd, Lupo: “Crocetta ingrato e irriconoscente| Accordo Crisafulli-Faraone? Squallida ammucchiata”

DI CHIARA BILLITTERI Il segretario uscente dei democratici punta alla rielezione e non risparmia nessuno: dal presidente della Regione ai dirigenti del partito che -accusa - avrebbero barattato il candidato unitario, Fausto Raciti, con posti di governo. "Ho rifiutato la proposta di fare il capogruppo se mi fossi ritirato dalla competizione". Ma Crisafulli risponde: "Sperava di essere rieletto, non sa di che parla. Raciti? L'ho voluto io"

Pd, parla il segretario regionale
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PALERMO – Si presenta come il candidato di rottura e non risparmia nessuno. Giuseppe Lupo, attuale segretario regionale del Partito democratico che aspira alla rielezione, ha lanciato una campagna elettorale in cui di certo non le manda a dire.

Sceso in campo – dice – per impedire “che una squallida ammucchiata di capicorrente mettesse a rischio il congresso presentando una candidatura unica, frutto di accordi fatti a tavolino e che avevano come merce di scambio poltrone e poltroncine di governo”.

Frasi di fuoco, quelle pronunciate in una conferenza stampa dove il tema centrale è stata la critica al governo di Rosario Crocetta. Un governo eletto “grazie al Pd” e che poi, però, non ha fatto nulla per dimostrare riconoscenza – dice il segretario regionale – se non “rigettare tutte le proposte che avevamo avanzato preso atto che l’azione dell’esecutivo era stata deludente: il presidente della Regione ha preferito fare annunci ai quali, poi, non sono mai seguiti fatti”. E poi c’è stata la finanziaria. “Una tragedia annunciata”, la definisce Lupo, una manovra che ha avuto “l’enorme difetto di non essere mai passata per le commissioni” e che “è stata modificata fino all’ultimo con una serie di emendamenti del governo presentati anche di notte”.

L’impugnativa del commissario dello Stato? Per il segretario Pd era scontata. E le polemiche con il prefetto “inutili fuori luogo”. Si salvano soltanto alcuni dei capitoli della legge di stabilità – almeno tra quelli passati al vaglio di Carmelo Aronica – dei quali, però, Lupo rivendica la ‘paternità’. “La riforma dei consorzi di bonifica? Una nostra battaglia – afferma il segretario – , e sulla riduzione delle partecipate siamo sempre stati a fianco del governatore. Ma in commissione sono stati loro a ritrattare. E questi sono solo degli esempi. La verità è che andava fatta una manovra snella già a novembre, come avevo chiesto, e soltanto dopo occuparsi di un disegno di legge per il lavoro e per il sistema produttivo e sociale”. E la soluzione trovata per limitare i danni causati dalla bocciatura del 70 per cento della finanziaria, per Lupo, non servirà a molto. “I fondi sbloccati a Roma sono insufficienti – afferma – e non basteranno quasi per nessuno”. Anche per questo, all’interno del suo programma elettorale, il tema del lavoro è al centro. E’ proprio grazie alla corsa per riconquistare il posto di segretario che Lupo sta rispolverando quelli che, da sindacalista, sono stati i suoi cavalli di battaglia.

Ma all’origine della sua decisione c’è principalmente il rifiuto di accettare quelli che lui stesso definisce dei ricatti: “Ho detto no alla proposta di fare l’assessore e a quella di fare il capogruppo del Pd solo per poter garantire lo svolgimento democratico del congresso – dice Lupo – perché l’unità del partito non la si garantisce con accordi tra dirigenti, ma con la partecipazione degli elettori. Se io non fossi sceso in campo – continua – , ci sarebbe stato un unico candidato frutto della storia d’amore scoppiata improvvisamente tra Faraone e Crisafulli. Una cosa che mi ha sorpreso, visto che fino ad un mese fa proprio Faraone non perdeva occasione per insultare l’ex senatore”.

E anche per questo Lupo è sicuro di vincere. “Con me continua l’azione di rinnovamento del Pd siciliano”, dice. Per lui, la vera sfida sarà quella delle primarie del 16 febbraio. E, a giudicare dalla partenza, si annuncia già una battaglia infuocata.


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