PALERMO – Due sedute a vuoto e domani, venerdì 11 settembre, la terza chance con una convocazione “d’urgenza” del consiglio comunale per la relazione sull’attuazione del programma da parte del sindaco. C’è aria di tatticismi tra Roberto Lagalla e la sua maggioranza di centrodestra.
Palermo seconda seduta a vuoto del consiglio comunale
Dopo la seduta di mercoledì, quando il centrodestra si è presentato a ranghi ridotti dando gioco facile all’opposizione per far venire meno il numero legale, anche la seconda convocazione è andata a vuoto. Questa volta, però, a Palazzo Comitini non c’era neanche il sindaco. Assenze probabilmente preventivate per evitare un nuovo clamore mediatico in caso di forfait di una delle due parti.

A Lagalla, infatti, non è andato giù il comportamento di alcuni consiglieri alla seduta di giovedì. Per alcuni di loro le assenze erano giustificate, per altri meno. Il sindaco è rimasto a Sala Martorana nell’attesa che si raggiungesse il numero legale, poi è andato via. Questa mattina, proprio mentre suonava la campanella a Palazzo Comitini, Lagalla, a margine di un convegno all’hotel La Torre di Mondello, minimizzava quanto accaduto 24 ore prima.
Lagalla: “Certe volte ci sono dinamiche maliziose”
“Io non credo che ci siano problemi di unione della maggioranza – le parole del sindaco di Palermo -. Ci sono dinamiche del consiglio comunale talvolta occasionali, talvolta volubili, talvolta capricciose, in qualche caso maliziose, ma insomma non farei un dramma di tutto questo“.
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Venerdì 11 settembre la terza chiamata
La prova del nove nella seduta convocata in fretta e furia per domani, venerdì 11 settembre. Sarà l’occasione per capire se tra il sindaco e parte della sua maggioranza è davvero rottura, o se si tratta soltanto della classica partita a scacchi con vista sulle nomine per le società partecipate, tutte a scadenza in contemporanea.
Le opposizioni: “Lagalla non ha più una maggioranza”
L’opposizione, dal canto suo, non ha dubbi: “Lagalla non ha più una maggioranza -. Dopo quanto accaduto oggi, nessuno può più parlare di un incidente di percorso. Non siamo di fronte a una casualità e neppure alla pur grave indolenza alla quale questa maggioranza ci ha abituati. È una crisi politica ormai conclamata, che impedisce al Consiglio di lavorare e alla città di essere governata”.




