Consulenti, gettonopoli, spese pazze | Almanacco degli sprechi di Sicilia - Live Sicilia

Consulenti, gettonopoli, spese pazze | Almanacco degli sprechi di Sicilia

Onorevoli e consiglieri spreconi. E quell'uomo, licenziato a causa della moglie. Le storie

Corte dei conti
di
14 Commenti Condividi

PALERMO – A mettere nei guai uno di loro è stata la moglie. Quando l’uomo è stato coinvolto in un incidente autonomobilistico, la donna si è premurata di comunicare la notizia al Comune nel quale il marito lavorava come impiegato. Peccato che per il Comune, il dipendente avrebbe dovuto trovarsi dietro la scrivania, visto che aveva timbrato il cartellino poco prima. E così, è scattato il licenziamento in tronco. E l’atto di citazione dei procuratori della Corte dei conti. Perché la storia triste degli sprechi siciliani, a volte, è anche storia di paradossi.

Molti di questi casi, andati a sentenza nel solo 2016, o per i quali è scattato appunto l’atto di citazione, sono stati elencati e descritti nelle relazioni del Procuratore generale della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti Giuseppe Aloisio e in quella della presidente della Sezione, Luciana Savagnone. Un almanacco di sperperi e furbizie, ruberie e abusi. Dal ricorso a inutili consulenti, alle varie gettonopoli dell’Isola, passando per la vicenda nota delle “spese pazze” dell’Assemblea regionale siciliana.

Consulenze inutili

E tra i nomi di chi ha subito una stangata dalla Corte ne spuntano anche di notissimi. È il caso di Vittorio Sgarbi, condannato insieme all’allora vicesindaco di Salemi Antonella Favuzza, per un danno all’erario di quasi 90 mila euro. La loro colpa? La nomina di sei consulenti esterni per i quali la Corte sottolinea la “carenza di motivazione” e la difficoltà di comprenderne l’utilità. Cambia il sindaco, ma il “vizio” è lo stesso. Nel caso del primo cittadino di Lampedusa Bernardo De Rubeis il danno contestato è di 24 mila euro: il costo di un incarico professionale esterno che poteva tranquillamente essere svolto dai dipendenti del Comune. Per consulenze inutili è stato condannato anche un ex dirigente regionale oggi in pensione: il danno all’erario contestato a Giovanni Lo Bue è di quasi 45 mila euro.

Divise “infedeli”

Nel corso del 2016 la Corte ha emesso alcune sentenze per danno all’immagine. Impiegati infedeli, secondo i giudici, che in qualche caso indossavano anche le divise. Come nel caso di Carlo Ronzino, ex comandante dei carabinieri condannato a 10 mila euro di risarcimento dopo la condanna penale a cinque anni e mezzo per concussione. Condannati poi due sottufficiali della Guardia di Finanza, Tobia Imparato (a 45 mila euro) e Felice Monterosso (28 mila euro): avrebbero ottenuto denaro, televisori, rifornimenti di benzina, “sfruttando il timore – scrive la Savagnone – di professionisti e imprenditori” si subire controlli e segnalazioni. Più di novemila euro deve invece risarcire Salvatore Lannino, un dipendente della Polizia municipale di Castellammare del Golfo: avrebbe usato la “fuel card” in dotazione per forniture di carburante mai avvenute; mentre 21 mila euro deve restituire un assistente scolastico di Letojanni, Mario Calabrò, responsabile del laboratorio di informatica. Peccato che, secondo i giudici contabili, il dipendente ha più volte sottratto alla scuola la stessa attrezzatura dei laboratori.

Notai, sindacalisti e dirigenti

Il notaio Antonino Pusateri avrebbe tenuto per sé le somme che i clienti gli avevano affidato, tra il 2009 e il 2013, per il pagamento di alcuni tributi: per questo motivo è arrivata una “stangata” da quasi 670 mila euro. Il sindacalista del Sinfub, Domenico Pirracchio, è stato invece condannato a oltre 90 mila euro “per aver fruito di permessi sindacali, in misura nettamente superiore ad ogni ragionevole quantificazione”. Certamente più noto all’opinione pubblica il nome di Anna Rosa Corsello, fino a poche settimane fa potente dirigente generale della Regione siciliana. La burocrate è stata condannata al pagamento di quasi 164 mila euro per “compensi autoliquidatisi” in maniera illegittima. Somme relative al suo incarico di commissario liquidatore in due società partecipate. Sono i cosiddetti incarichi aggiuntivi, vietati ai dirigenti generali destinatari di uno stipendio “omnicoprensivo”. E il caso della Corsello non è l’unico.

Spese pazze, gettonopoli, furbetti del cartellino

Un capitolo a parte merita quello sulle “spese pazze” dell’Ars, che Livesicilia ha seguito nel dettaglio, e che ha portato alla condanna contabile di undici ex capigruppo di Sala d’Ercole nella scorsa legislatura, per l’utilizzo illegittimo dei fondi pubblici destinati appunti ai gruppi parlamentari. Dal parlamento regionale ai consigli comunali il passo è breve. E in questo caso, la Corte dei conti è intervenuta pesantemente contro i casi di “gettonopoli”. Come quello al Comune di Priolo Gargallo, dove si era deciso di aumentare “a dismisura da 30,99 a 129,11, il gettone di presenza dei consiglieri, provocando per il Comune, per il periodo dal luglio 2009 al giugno 2013, un danno paria ad euro 542.780 euro”. E se i consiglieri vedevano gonfiare gli incassi provenienti dai gettoni, in molti Comuni, i dipendenti venivano “beccati” fuori dal posto di lavoro. Sono 25 oggi le istruttorie riguardanti casi di assenteismo. “Eventi – scrive il Procuratore generale Aloisio – sempre più percepiti dall’opinione pubblica come principale causa delle disfunzioni della pubblica amministrazione, anche per il considerevole clamore mediatico che ne deriva”. E i casi non sono pochi: “Hanno avuto molta eco mediatica le vicende che hanno interessato un cospicuo numero di dipendenti dei Comuni di Acireale (62), Milazzo (59), Villafrati (26), Furci Siculo (28, compreso un componente dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari), Pachino (6), del Libero Consorzio di Siracusa (29), dell’Asp di Ragusa (36) e nell’Ufficio regionale per i diritti dei detenuti (9), sulle quali è in corso l’acquisizione degli elementi necessari per definire le contestazioni di danno da formulare a carico degli impiegati infedeli”. Ha già perso il lavoro, invece, quel dipendente. Licenziato in tronco. Dopo quella solerte telefonata della moglie.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

14 Commenti Condividi

Commenti

    una collettivita’ che opera senza riferimenti valoriali, nella inosservanza della Costituzione e delle leggi, e’ squallida, degrada la qualita’ della vita civile e democratica del Paese e brucia la speranza delle generazioni future.
    La democarzia e’ equilibrio dei poteri, partecipazione attiva del cittadino, cura della Repubblica.
    Sino a quando non prenderemo coscienza e riscopriremo il gusto di vivere alla luce della Costituzione e nella osservanza delle leggi, la Corte dei conti e le altre autorita’ ben poco possono fare se non prendere atto che il nostro Paese ha scelto la via dello squallore e del degrado civile e morale.
    I martiri caduti per tutelare la democrazia e che nominiamo sempre riempiendoci la bocca, volevano ben altro da questa Italia per essere onorati e mantenerne viva la memoria non certo rituali inutili e di facciata che non incidono sui comportamenti di ogni italiano.

    Vorrei chiedere alla Dottoressa Savagnone e al Dottore Aloisio se non fosse più corretto richiedere ai vari ordini professionali della Sicilia terne di professionisti da sorteggiare(qualora ci fosse necessità per giusta causa di impiego di consulenti esterni nelle varie amministrazioni)cominciando ovviamente dalla casa di vetro dell’assemblea regionale siciliana, amministrazione nella quale , a quanto si legge, gravitano molto spesso gli stessi nomi.

    Incredibile …. sprechi da non credere!!!! La Corte dei Conti funziona! Finalmente ha scoperto dove sono i danni all’erario! Ma è la sceneggiatura del nuovo film di Ficarra e Picone?

    Che ne direste della dottoressa Savagnone
    candidata presidente regione e il geometra Cancelleri presidente della sala di Ercole e dintorni?
    La risposta col pollice.

    Tra le spese pazze, dovrebbero essere citate anche quelle che alcuni dipartimenti hanno dovuto risarcire ai propri dipendenti regionali per colpa di dirigenti che hanno e continuano ad esercitare abusi d’ufficio, giuste condanne penali! La corte dei conti deve esercitare il diritto di recupero di dette spese direttamente dai dirigenti REI, dopodicché essere rimossi dal loro posto.

    lavora bene la corte dei conti: così sapendo che possono essere condannati ci penseranno due volte prima di provocare danno erariale.Certo lo squallore della politica si riflette sui dipendenti pubblici, specialmente sugli alti dirigenti che sono scelti tra amici e parenti dei politici stessi

    Gli sprechi sono anche assistenza di lusso a nullafacenti. Chi avrà la forza di rompere questo meccanismo è ancora un mistero. Non servirebbero rivoluzionari di professione o gente con le stelle, ma seri ed affidabili politici e dirigenti.

    Mi permetto di fare presente che il dipendente comunale condannato dalla corte dei conti è stato successivamente assolto con formula piena in grado di appello nel processo penale e pertanto avrà diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro ed alla corresponsione di tutti gli arretrati

    Prendiamo atto di questa precisazione. Ma facciamo fatica a capire a chi si riferisce. Grazie comunque, cordiali saluti. La redazione

    Mi riferisco esattamente al dipendente citato sia all’inizio sia alla fine dell’articolo di accursio sabella. Nel processo penale è stato accertato che il dipendente ha avuto l’incidente aldifuori dell’orario di servizio e pertanto il licenziamento è privo di presupposto , così come il presunto danno erariale

    All’inizio e alla fine dell’articolo si fa riferimento a un caso senza citare il nome del protagonista. Ci stupisce la certezza con la quale lei pensa che quei fatti si riferiscono alla persona di cui parla nel commento. Cordiali saluti

    Mi permetto di fare presente che essendo il difensore del soggetto in questione noto che i fatti sono perfettamente sovrapponibili

    Ancora una volta non comprendiamo come lei possa essere certo che si tratti del “soggetto in questione” se il soggetto dell’articolo non ha un nome e non si fa nemmeno riferimento al Comune di appartenenza. La relazione del Procuratore generale della Corte dei conti da cui abbiamo tratto la notizia è di ieri. E non si fa alcun riferimento nè a reintegri, nè a sentenze d’appello. Il fatto che le vicende siano sovrapponibili, ovvero simili, quindi, non necessariamente significa che si stia parlando della stessa vicenda. Di nuovo saluti

    La corte sa bene che si tratta di appannaggi della politica e non di vere consulenze di cui non c’è nessun bisogno. In assenza di regole diverse è ovvio che le assegnino ai loro conoscenti, se no che altro? Consulenza inutile e consulente sorteggiato a caso ? Vanno eliminate e basta, come pure tutti gli incarichi esterni fatti apposta per gratificare i cacciatori di clientes che ovviamente non possono che screditare la struttura solo solo per giustificare la loro esistenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *