Colpo di scena | Ecco il 'disgelo'

Colpo di scena | Ecco il ‘disgelo’

Colpo di scena | Ecco il ‘disgelo’

I partiti dal Presidente Mattarella.

Consultazioni
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Si svolgeranno oggi e domani le “seconde” consultazioni di questa XVIII legislatura, con cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella tenterà di trovare una maggioranza nelle aule del Parlamento per formare un governo. Ad incontrare il Capo dello Stato saranno oggi gli esponenti dei partiti (dagli Autonomisti ai 5 stelle, passando per Pd e il gruppo unico del Centrodestra). Una situazione tutta in salita, dunque, che sembra però – ancora una volta – riservare dei colpi di scena.

Sarebbe infatti tornata la quiete nel convulso rapporto fra il leader della Lega Matteo Salvini e il numero uno del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio. I due capi politici, dopo aver duellato a distanza nell’ultima settimana, rivendicando ognuno per sé la prerogativa di formare un governo, sono tornati a sentirsi per fare squadra. Ancora una volta, però, non si è trattato di una reale intesa governativa: dopo il primo “feeling” che ha fatto eleggere i presidenti delle Camere, un nuovo accordo sarebbe stato sancito fra i due per votare il leghista Nicola Molteni alla presidenza della Commissione Speciale di Montecitorio. L’organo, varato in questi giorni dal voto dell’aula, avrà il delicato compito di lavorare sugli ultimi atti prodotti dal governo uscente, su temi come la sicurezza, gli armamenti e il delicatissimo DEF (il documento di economia e finanza, primo passo della nuova finanziaria, che necessita di essere valutato e approvato entro il mese di aprile).

Una nuova convergenza, quindi, fra i due capi partito che però non offre prospettive immediate verso le nuove consultazioni: restano i veti incrociati di Salvini (che non vuole sganciarsi dal “suo” centrodestra, per andare a fare l’azionista di minoranza di un governo pentastellato) e Di Maio (il quale vede allo “zero percento” le possibilità di un esecutivo con Silvio Berlusconi). In mattinata, sono saliti al Quirinale i primi rappresentanti delle forze parlamentari convocati da Mattarella.

Per il Gruppo Misto del Senato, hanno rilasciato dichiarazioni Riccardo Nencini (Psi-Insieme), che ha riaffermato la necessità che sia il Centrodestra ad avanzare la prima proposta governativa (in quanto coalizione vincente) ed Emma Bonino (+ Europa). Per la leader radicale, l’iniziativa spetta alle forze politiche maggioritarie nell’esito elettorale, tenendo conto delle tematiche da affrontare con urgenza: controllo sul debito pubblico, questione europea e siriana. Diverse sono le posizioni emerse dai rappresentanti del Gruppo Misto alla Camera. Se per Beatrice Lorenzin (Civica Popolare) è esclusa ogni partecipazione ad un eventuale esecutivo Lega-5 Stelle, per Maurizio Lupi (Noi con l’Italia) è naturale che ci sia unità fra i principali partiti del Centrodestra nell’esprimere una proposta governativa unica.

Di crisi siriana hanno parlato anche i rappresentanti del neo gruppo parlamentare di “Liberi e Uguali”, nato attraverso una deroga al regolamento della Camera. Per Pietro Grasso (che già si era espresso favorevolmente ad un governo pentastellato, chiudendo però le porte alla Lega), la difficile situazione del Medio Oriente dovrà spingere le forze politiche italiane ad accelerare le trattative per il governo, al fine di evitare azioni avventate, proponendo soluzioni di buon senso. Nel pomeriggio toccherà al Partito Democratico, al Centrodestra unito e al Movimento 5 stelle.

Terminata questa prima giornata, domani sarà il turno di Giorgio Napolitano (in qualità di Presidente emerito della Repubblica), del Presidente della Camera Roberto Fico, del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

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