CORLEONE (PALERMO) – Doveva essere il giorno della gioia, ma si è invece trasformato in un incubo, il peggiore. La loro bimba, dopo una gravidanza considerata “normale” e andata avanti senza alcuna difficoltà, è nata morta all’ospedale di Corleone e madre e padre devono adesso convivere con una realtà difficilissima da accettare. Al punto da voler sapere con tutte le loro forze cosa è successo e di aver sporto denuncia.
“Perché nostra figlia non è stata fatta nascere prima, con un parto cesareo, visto che la gravidanza era giunta abbondantemente a termine? E’ stato questo ritardo ad esserle fatale? Si poteva salvarla?”, dice il dottor Nicola De Rossi dello Studio3A Valore spa, la società che si sta occupando della valutazione delle responsabilità a cui si è rivolta la famiglia, parlando dell’angoscia dei due genitori.
“Ora – aggiunge – anche la Procura di Termini Imerese ha aperto un fascicolo. Il dramma – spiega – si è consumato sabato 14 dicembre all’ospedale cittadino dove la mamma, di 22 anni – il papà ne ha 29 – stava facendo la spola ogni due giorni per sottoporsi ai controlli di rito. La data presunta del parto infatti era il 6 dicembre, ma la giovane non aveva alcuno stimolo e i medici del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Corleone, che l’hanno seguita, l’avevano invitata a presentarsi a giorni alterni per i controlli. Nel penultimo, del 12 dicembre, uno dei medici che abitualmente visitava la donna aveva tranquillizzato i genitori, asserendo che tutto procedeva bene e che non c’era alcun motivo di preoccuparsi. E del resto la mamma non accusava alcun disturbo particolare. La mattina di sabato, all’ennesima visita, dopo aver controllato la dilatazione uterina, i dottori hanno finalmente annunciato alla coppia che nella stessa serata o, al massimo, lunedì 16 dicembre la ventiduenne sarebbe stata ricoverata per indurle il parto, nel caso in cui non si fosse verificato spontaneamente. Ma è stato qui, durante l’esecuzione del tracciato cardiotocografico, che i sanitari si sono accorti che il feto non presentava più i battiti cardiaci. L’ecografia purtroppo ha confermato il tragico esito. La piccola – precisano – per la quale i genitori avevano scelto il nome “Miriam”, era deceduta: morte endouterina fetale. Alla mamma e al papà è comprensibilmente crollato il mondo addosso. La giovane è stata ricoverata e le è stato indotto il parto: alle 20.30 Miriam è venuta al mondo, ma senza vita. E fuori dalla sala operatoria il papà ha trovato i carabinieri di Corleone, chiamati non dai genitori (presi in quel momento dia ben altri pensieri), ma da personale interno allo stesso reparto. I militari, che poi hanno sequestrato tutta la documentazione clinica, hanno invitato il padre a sporgere formale denuncia-querela, cosa che ha fatto l’indomani presso la locale stazione. I genitori per essere assistiti, tramite il consulente personale Alessio Tarantino, si sono affidati allo studio che ha subito messo a disposizione come consulente medico legale di parte per la famiglia il dottor Mario Guarino, che ha partecipato alle operazioni peritali. La Procura di Termini Imerese, infatti, con il Pubblico Ministero Annadomenica Gallucci, ha aperto un procedimento penale per il reato di aborto colposo con relative iscrizioni nel registro degli indagati: i nominativi dei sanitari sotto inchiesta però non sono stati ancora comunicati alle parti offese. Il magistrato ha quindi disposto l’autopsia sul corpicino del feto, nominando come propri consulenti tecnici d’ufficio un pool di esperti: i dottori Stefania Zerbo, medico legale dell’Istituto di Medicina Legale di Palermo, il professore Emiliano Maresi, anatomo patologo, e il professore Antonio Luciano, specialista in Ginecologica e Ostetricia”.
Gli esiti sono attesi entro sessanta giorni, mentre il corpicino della piccola è stato restituito ai familiari per la celebrazione del funerale, che si terrà domani 20 dicembre nella chiesa di Corleone. Nel frattempo, dall’Asp annunciano una indagine interna: “Siamo vicini al dolore dei genitori ai quali porgiamo le più sentite condoglianze. L’Asp di Palermo, di cui l’Ospedale “Dei Bianchi” di Corleone fa parte – spiegano – ha subito avviato un’indagine interna , attraverso il servizio sicurezza dei pazienti e rischio clinico. Non appena saranno acquisiti tutti gli elementi di valutazione, saranno tempestivamente comunicate le risultanze di tale indagine”.

